IL milionesimo visitatore dal taglio del nastro del primo aprile 2015 ha varcato la soglia ieri, ma il Museo Egizio è già pronto ad accelerare per produrre ed esportare le sue mostre, creare scambi, mettere in cantiere la prossima esposizione dopo "Il Nilo a Pompei", sessantamila visite fino a ieri, in programma fino a settembre. A febbraio-marzo 2017 nel nuovo spazio espositivo arriverà una grande mostra che racconterà la storia degli scavi del Museo. Le missioni più vicine nel tempo sono però fuori dai confini italiani: la prima è a Leiden, in Olanda, partner ormai abituale del Museo torinese. E il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin hanno già pronte le valigie per partire per San Pietroburgo la prossima settimana. L'esposizione olandese prodotta dal Museo Egizio, in programma dal 17 novembre, ha già il suo titolo accattivante, «God save the queen», anche se in questo caso la regina non è la supercelebrata Elisabetta d'Inghilterra giunta al suo novantesimo compleanno, ma Nefertari con gli scavi nella Valle delle Regine condotti da Ernesto Schiaparelli. A San Pietroburgo, invece, si riprendono in mano i fili di quell'intesa siglata a Torino con il direttore dell'Ermitage Mikhail Borisovic Piotrovskij per una futura promessa di scambi. «God save the queen», probabilmente rivisitata rispetto alla mostra pensata per l'Olanda, andrà a San Pietroburgo nel 2017, mentre a Torino sarà montata una grande esposizione sull'Ellenismo proveniente dalle collezioni dell'Ermitage. In Russia un «do ut des», chiarisce Greco, mentre per l'esposizione in programma a Leiden l'Egizio si farà pagare (quanto non dice) destinando i fondi alla ricerca, in cima alle priorità del nuovo corso del museo. Quest'estate partono poi gli scavi a Pompei nel tempio dedicato ad Iside. Una collaborazione con la Soprintendenza speciale di Pompei: «Per il momento non possiamo proseguire con gli scavi in Egitto, ma ci mettiamo al lavoro a Pompei» chiarisce il direttore. Di fronte ad un programma così fitto, il milionesimo visitatore è un traguardo di cui esseri fieri ma da lasciarsi subito alle spalle per nuove sfide: «Non dimentichiamo che è stato raggiunto in soli tredici mesi», dice Christillin. Mentre alla biglietteria il flash mob sorprende il pubblico, nel pomeriggio l'assemblea dei soci del Museo approva il bilancio, che si chiude con 9.972.826 ingressi e un avanzo positivo di 810mila euro. «Siamo completamente autofinanziati » sottolinea la presidente ricordando che l'attivo sarà reinvestito tutto in quattro fondi: «Sicurezza, digitalizzazione dell'archivio, prima tranche di risorse per i festeggiamenti 2020 per il bicentenario del Museo e la ristrutturazione dello Statuario».