Non solo Catania per la "succursale" in Sicilia del Museo Egizio di Torino. L'istituzione museale statale è pronta ad aprire i suoi scrigni per esporre in altre città tesori oggi nascosti ai visitatori. E lo fa partendo dal capoluogo etneo dove, nel 2017, sarà allestita una "filiale" del museo torinese sulla scia dei dettami del ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, ispirati alle grandi realtà museali in continuo rinnovamento. Alla base del gemellaggio culturale vi è proprio il concetto di museo "vivo", come confermato dal ministro Franceschini, che trasformerà l'ex convento catanese di via Crociferi in una sede distaccata del Museo Egizio con l'esposizione di una silloge di reperti di età ellenistica tra le migliaia custodite nei magazzini dell'istituzione di Torino e coinvolgerà anche il Museo del Papiro di Siracusa, storico collaboratore dell'ente torinese oltre che del museo del Cairo e della Biblioteca Alexandrina, che ospita l'Istituto italiano per la civiltà egizia. «Si tratta di una proposta ancora in fieri ma concreta dice Evelina Christillin, presidente della Fondazione "Museo delle antichità egizie" di Torino che si inserisce nella nostra volontà di gemmare la nostra esperienza e di rendere fruibilile migliaia e migliaia di reperti da sempre custoditi nei nostri magazzini». Un modello è il Louvre Lens, recente "filiale" del museo di Parigi dove sono in mostra opere che nella sede "madre" sono negate al pubblico per ragioni di spazio o per motivi scientifici. E l'intento del Museo Egizio è proprio quello di mostrare a tutti, non solo a Torino, gli oltre 40mila reperti ancora nei suoi depositi tra cui figurano preziosi oggetti di epoca ellenistica che bene si addicono al dialogo culturale e archeologico sull'asse Sicilia-Egitto. «L'idea di aprire una sede a Catania è nata da una chiacchierata con il sindaco Enzo Bianco dice il presidente Christillin Il nuovo allestimento del Museo Egizio a Torino mette in mostra circa 3.500 reperti secondo una concezione museale canonica e, da dicembre, circa 10.500 reperti esposti in 38 armadi. Ne abbiamo ancora migliaia e migliaia che meritano certamente di essere ammirati dal pubblico poiché il museo appartiene a tutti e proprio in virtù di questo il sindaco di Catania ha proposto un'idea che apprezziamo e che si inserisce lungo la strada della collaborazione con altre istituzioni per la diffusione della grande cultura custodita tra le sale e i depositi del nostro museo». La stessa motivazione per cui il Museo Egizio di Torino ospita la mostra "Il Nilo a Pompei. Visioni d'Egitto nel mondo romano" che verrà replicata, con altri oggetti, nel sito vesuviano. «Il progetto in Sicilia si colloca in questo contesto di comunità scientifica: vogliamo sempre più essere un museo aperto che ha come punto focale il fatto di essere anche un centro di ricerca». La proposta di Catania ha già ottenuto il placet ufficiale del ministero ai Beni culturali e dovrà partire con il coinvolgimento della Regione siciliana: il deus ex machina dell'operazione è il sindaco Enzo Bianco, pronto a consegnare le chiavi del gioiello dei Crociferi, nel cuore del centro storico, al Museo di Torino dopo un imponente restauro che si concluderà entro l'anno. Il pianterreno dell'edificio sarà dedicato a uffici, biglietteria, bookshop e botteghe artigianali a tema; una delle due grandi ali del primo piano sarà destinata ai reperti di Torino. Il restante spazio sarà destinato a ospitare il Museo della città e, al secondo piano, la Fondazione Verga e l'Archivio storico comunale con il suo prezioso fondo verghiano e libri antichi. «Attendiamo nelle prossime settimane i sopralluoghi dice l'assessore alla Cultura di Catania, Orazio Licandro, che è anche uno studioso dell'Egitto di età augustea per decidere quali altri interventi predisporre in termini di sicurezza, di climatizzazione e quali accorgimenti tecnici siano necessari alla luce delle peculiari esigenze dei reperti tra cui potranno esserci anche antiche mummie. Ci sarà una curatela scientifica ed è chiaro che il direttore del museo torinese, Christian Greco, da eccellente studioso selezionerà tutti i reperti per dar vita a un percorso legato alla Sicilia, al Mediterraneo e ai rapporti che l'Egitto aveva con l'Isola già prima della conquista romana ». E se Torino chiama, risponde anche Siracusa dove dal 1989 ha sede il Museo del Papiro: realtà culturale unica in Italia che vanta collaborazioni internazionali e conserva migliaia di preziosi oggetti tra cui le rare barche di papiro dall'Etiopia e dal lago Ciad. «Siamo legati a Torino da decennali rapporti di grande amicizia afferma il direttore Corrado Basile e professionali. Saremmo noi la sede naturale di una sua "filiale" ma non abbiamo sufficiente spazio nemmeno per esporre tutti i nostri reperti. Ben venga una nuova idea di esposizione». Subito dopo la sua missione in Egitto per la nascita di un laboratorio di restauro del papiro al museo egizio del Cairo, sposata dal ministro delle Antichità Mamdouh Eldamaty, anche il Museo di Siracusa sarà coinvolto nel progetto siciliano che porterà a Catania un pezzo dell'antica civiltà .