Furono ritrovate nel 1972. A 300 metri dalla costa, da un sub che ne fu terrorizzato. Le hanno portate a riva, studiate, restaurate. Ma le due statue custodiscono ancora, con l'incanto, il loro segreto Fu un chimico romano, un sub, a ritrovarli il 16 agosto 1972. A trecento metri dalla costa di Riace, otto metri di profondità, fra Locri e Punta Stilo, Stefano Mariottini vide un braccio, ebbe paura, pensò che si trattasse di un cadavere, tornò a immergersi. Non poteva sapere di essere il protagonista di uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici del secolo. Né del mistero che sarebbe seguito. Chi erano quei due ragazzi di bronzo tirati fuori dalle acque cinque giorni dopo dai carabinieri sommozzatori del nucleo di Messina? Da dove provenivano? Chi li aveva creati? Eroi greci? Statue trafugate e affondate in un naufragio? E gli scudi che imbracciavano? E le lance? Gli elmi? Molte delle domande che sarebbero emerse nei giorni e negli anni seguenti non hanno mai avuto risposta. Ma gli studiosi hanno formulate parecchie ipotesi e a quarantaquattro anni di distanza possiamo elencarle. I due formidabili bronzi sono due giovani uomini ribattezzati A e B dagli esperti, il Giovane e l'Adulto dai più poetici. Il primo è quello che ha colpito tutti, con i suoi ricci perfettamente definiti, le ciglia, i denti che emergono tra labbra appena dischiuse, gli occhi costituiti da cornee in calcite e iridi perse nei secoli ma ammalianti nella loro assenza. Il secondo è quello che ha colpito gli esperti di statuaria antica con il movimento del busto più plastico e morbido, opera certamente di un artista superiore. E infatti non sono gemelli, i bronzi ribattezzati dal paese di Calabria dove furono portati a riva: Riace. Non furono opera della stessa mano. Chi li immaginò e ne definì i lineamenti creando un modello di cera per farne uno stampo di argilla su cui far colare il bronzo fuso (la cosiddetta fusione a cera persa) furono due artisti di cui oggi sappiamo la provenienza, ma non i nomi... Continua sul Venerdì del 22 aprile
Il mistero dei Bronzi di Riace resiste alle indagini
Nel 1972, un sub di nome Stefano Mariottini vide due statue di bronzo a 300 metri dalla costa di Riace, in Calabria. I bronzi furono ritrovati e portati a riva, dove furono studiati e restaurati. I due bronzi, chiamati A e B, sono stati identificati come due giovani uomini con caratteristiche distintive. Il bronzo A è stato descritto come avere ricci perfettamente definiti, ciglia, denti e occhi costituiti da cornee in calcite. Il bronzo B è stato descritto come avere un movimento del busto più plastico e morbido. I bronzi non sono gemelli e non furono creati da lo stesso artista.
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Luogo