Dario Franceschini si "offende molto" se gli dicono che le sue riforme indeboliscono la tutela e non sono "di sinistra" di Vittorio Emiliani Il ministro Franceschini, in una cerimonia ufficiale (una delle tante in cui diffonde il suo Verbo) ha fatto notare che si "offende molto" per due cose: se gli dicono che la sua riforma indebolisce la tutela dei beni culturali e ambientali e se gli fanno notare che essa non è "di sinistra". Credo che fra le altre cose lo abbiano disturbato taluni articoli critici, come il mio comparso sul "Fatto" giovedì scorso. Ma, superando allergie e orticarie, veniamo ai fatti. Rafforza forse la tutela il fatto che il ministro scorpori la valorizzazione dalla tutela privilegiandola - l'ha dichiarato lui tante volte come intento principale - rispetto alla tutela? La rafforza se sottrae musei e poli museali alle Soprintendenze "incapaci di valorizzarli" (altra sua espressione, per molti versi tanto infondata quanto prediletta) ? Difatti i super-direttori dei 20 super-musei (altri seguiranno) si dànno da fare con matrimoni, banchetti, sfilate, degustazioni, gesta natatorie della Pellegrini annunciate da Mauro Felicori alla Reggia di Caserta onde incrementare le entrate. Ma non ci potevano pensare le Pro Loco? Sono poi fuori di testa tutte le associazioni le quali denunciano (tranne Legambiente) l'indebolimento della legge sui Parchi che anche il Pd vorrebbe aprire un po' - lo tentarono invano Matteoli e Prestigiacomo - alle lobby di cacciatori, cavatori, gestori di ski-lift, ecc. in cambio di royalties, cioè di soldi? Ne dovrebbe sapere qualcosa il permaloso Franceschini. Pazienza la collega Marianna Madia che sembra vivere in un suo eterno limbo preraffaellita, ma lui, via. Rafforza la tutela su paesaggio e ambiente l'aver ribadito, con la legge Madia appunto, il silenzioassenso già previsto dal renziano decreto Sblocca Italia, figlio legittimo delle leggi obiettivo di BerlusconiLunardi, nel caso che le Soprintendenze (sepolte sotto le pratiche e con pochi architetti, non per caso) non siano in grado di dare entro 90 giorni il loro parere su opere pubbliche, lottizzazioni, villaggi, ecc.? Sembra proprio di no. Sepolti i controlli sotto il silenzioassenso, le lobby dell'edilizia avranno via libera, anche coi progetti peggiori. Il silenzioassenso ne è la garanzia. Perché altrimenti introdurlo invece di potenziare con l'immissione di alcune centinaia di giovani architetti le Soprintendenze "specializzate" in materia? Ma ecco che a ruota viene la decisione di accorpare in gran fretta tutte le Soprintendenze in una sola annegandovi ogni specializzazione, a cominciare dall'archeologia. Ne esce rafforzata la tutela? Direi proprio di no. Ma non è finita. E' per rendere più incisive le Soprintendenze accorpate che le stesse vengono poi sottomesse - in base alla legge Madia sulla Pubblica Amministrazione - ai prefetti? Molto sorprendente. Tanto più che i prefetti avranno i poteri assegnati da un secolo e più ai soprintendenti. Perfino quello di mettere un vincolo su quel monumento, centro storico o terreno ambito dalle lobby immobiliari. Ma ce lo vedete un prefetto? Tutte queste leggi portano il timbro del governo. Quindi anche del ministro Dario Franceschini. Sono fatti concreti, come proclama ogni giorno Matteo Renzi. Sono "di sinistra" (come chiede il ministro), visto che favoriscono lobby di immobiliaristi, costruttori, cavatori, mercanti, ecc.? In tanto disastro culturale, a me sembrerebbe un macabro scherzo soltanto tentare di definirle così. Almeno se la tradizione della sinistra italiana è ancora quella dei riformatori laici e cattolici che hanno prodotto la costituzione di un Ministero pensato "diverso" dagli altri, la legge Galasso sui piani paesaggistici, o quella sulle aree protette (Cederna-Ceruti) che oggi si vuole devitalizzare, l'ultima positiva versione del Codice per i beni culturali e il paesaggio e altro ancora.
Indebolimento della tutela e riforme 'di sinistra': intervento di Vittorio Emiliani
Il ministro Dario Franceschini si è espresso in una cerimonia ufficiale, affermando di "offendersi molto" se gli dicono che le sue riforme indeboliscono la tutela dei beni culturali e ambientali e se gli fanno notare che esse non sono "di sinistra". Franceschini ha sostenuto che la riforma indebolisce la tutela dei beni culturali e ambientali, affermando che il fatto di scorporare la valorizzazione dalla tutela privilegia la valorizzazione rispetto alla tutela. Ha anche criticato le associazioni che denunciano l'indebolimento della legge sui parchi, affermando che queste associazioni sono fuori di testa.
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