La proposta del sindaco emerso durante gli stati generali della cultura lunigianese promossi dal centro lunigianese di studi danteschi (Clsd) e in cui è stata sottoscritta la Carta di Mulazzo: idee e progetti per la valorizzazione del comune. MULAZZO. Una Carta di Mulazzo, per valorizzare la sua cultura. È il documento sottoscritto da una miriade di associazioni operanti nel territorio, nato durante un incontro che si è tenuto al Museo "Casa di Dante in Lunigiana". È qui che ha preso vita la convocazione degli Stati generali della cultura lunigianese promossi dal centro lunigianese di studi danteschi (Clsd), a cui hanno partecipato le maggiori associazioni culturali del territorio. Ed è sempre qui che è saltata fuori la proposta di candidare Mulazzo a "Capitale italiana della cultura 2017". Oltre al Clsd, rappresentato dal presidente Mirco Manuguerra, hanno partecipato: l'Accademia lunigianese di Scienze Capellini (La Spezia), rappresentata dal presidente, Giuseppe Benelli, l'associazione Manfredo Giuliani di Studi e ricerche lunigianesi (Villafranca), rappresentata dal fondatore e presidente, Germano Cavalli, il centro aullese di studi e ricerche lunigianesi (Aulla), rappresentato dal presidente Giuliano Adorni, il centro di formazione e cultura Niccolò V (Sarzana), rappresentato dal presidente,Egidio Banti, l'associazione culturale Apuamater (Massa), rappresentata dal presidente, Claudio Palandrani e molte altre associazioni. Per le istituzioni erano presenti il sindaco di Mulazzo, patrocinatore dell'evento, Claudio Novoa, Matteo Marginesi, consigliere del Comune di Bagnone, e Almarella Binelli, segretaria del club Unesco Carrara Marmi. Tra il pubblico, folto e qualificato, vi erano membri delle suddette associazioni e liberi intellettuali. Tutti gli esponenti intervenuti sono stati concordi circa la necessità e l'urgenza che il mondo culturale della Lunigiana storica, finalmente rappresentato in ogni sua componente territoriale, prenda a operare in sintonia sui grandi temi generali utilizzando in modo sinergico le risorse messe oggi a disposizione dalla tecnologia digitale. Fine dichiarato è quello donare alla regione una piattaforma culturale condivisa su cui possa legittimamente affermarsi anche una istanza di unificazione amministrativa come Lunezia. In questa prospettiva, mentre il sindaco di Mulazzo annunciava la candidatura del borgo storico a Capitale italiana della cultura 2017, sono stati individuati alcuni ambiti di azione che, a partire dal breve periodo, vedranno attivarsi in comune collaborazione alcuni importanti "cantieri di lavoro". Tre sono stati proposti dal Clsd e uno da Apuamater. È stato innanzitutto delineato il progetto di una enciclopedia della Lunigiana storica (marchio registrato) nella quale raccogliere tutte le voci relative al territorio in ogni campo del sapere, sia scientifico che umanistico. L'idea è nata dall'esperienza positiva portata a compimento dal poeta Giovanni Bilotti, che ha curato la terza edizione a stampa della Storia della letteratura lunigianese, in corso di pubblicazione. Si parla di un progetto generazionale, un'opera aperta, nel senso che potrà essere continuamente ampliata e integrata ma che, a differenza di altre consimili già presenti sulweb, vedrà ogni voce certificata del dovuto rigore scientifico da una consiglio di redazione di altissimo profili. Altra proposta largamente condivisa è stata quella di un Pantheon del Genio lunigianese, dove i personaggi illustri della Lunigiana, che tanti contributi hanno offerto anche alla storia e alla cultura nazionale, possano essere degnamente ricordati e celebrati per i loro meriti indiscussi. Una terza proposta operativa è la creazione di un circuito di "Strade della cultura", costituito da itinerari tematici in progetto o già realizzati atto a creare una rete sinergica tra comuni, operatori culturali e operatori turistici della regione. Un progetto che potrebbe portare alla creazione anche di una app. Infine, un'ultima proposta: una collana editoriale di biografie di lunigianesi illustri vissuti e operanti tra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento. Prevista in volumetti di circa un centinaio di pagine ciascuno, la serie libraria costituirà il naturale implemento del Pantheon, dato che ne andrà a costituire buona parte del Book shop.