FORSE RICCARDO MUTI tornerà a dirigere a Roma, al Teatro dell'Opera: lanciata intorno a mezzogiorno di ieri dalle agenzie, a far fibrillare il mondo musicale capitolino è un'ipotesi, quello che in gergo si chiama una «non notizia». Intervistato da Bruno Vespa per uno speciale sul concerto che il maestro terrà stasera nel deserto tunisino e andrà in onda su Rai 1 venerdì, Muti ha ipotizzato: «Stiamo discutendo della possibilità di venire a Roma. Se saranno soddisfatte alcune condizioni relative ai tempi e all'organizzazione sarei felice di tornare l'anno prossimo con una delle opere di Mozart». Subito si sono spalancate le braccia di Francesco Ernani e di Gianluigi Gelmetti - sovrintendente e direttore musicale dell'Opera -, che all'unisono hanno dichiarato di aspettarlo con gioia. In realtà la marcia di avvicinamento del teatro al direttore è iniziata nel momento delle sue dimissioni dalla Scala. I primi contatti forse risalgono a maggio quando Muti è stato visto nella piccola sala del Nazionale per la messa in scena di «PIA?» di Azio Corghi, in cui protagonista era la figlia Chiara. Muti ha poi esternato il suo amore per la capitale, ma in realtà non ha mai diretto una produzione dell'Opera di Roma, e l'ultima volta che è stato alla testa di un'orchestra capitolina risale più o meno a vent'anni fa, al 1986 (una Messa di Cherubini con i complessi della Rai). Poi è venuto solo con orchestre ospiti, come Wiener e Scala: amore sì, ma a debita distanza. Incalzato da Vespa, il direttore ha vagheggiato che il titolo prescelto potrebbe essere «Le nozze di Figaro», e subito Gelmetti ha messo le mani avanti, la dirige lui il prossimo settembre, meglio cambiare titolo. Insomma, molti se e molti ma... Ci si augura comunque che le trattative giungano a buon fine visto cha all'Opera di Roma un direttore appartenente al gotha internazionale manca dai tempi del compianto Sinopoli. Provenendo però la notizia dal direttore e non dal Teatro, è possibile che non si tratti dell'ennesimo grande annuncio destinato a rimanere tale.