Ischia, oggi al Museo di Villa Arbusto riflettori sul sito dell'VIII secolo avanti Cristo, sommerso da un'eruzione. Ma l'area resta offlimits C'è una piccola Pompei, a Ischia, che fatica a rivelarsi. E' l'antico villaggio greco di Punta Chiarito, sul versante sud-occidentale dell'isola: un salto carpiato nel tempo, al periodo compreso tra VIII e VI secolo avanti Cristo. Oggi, però, l'area è ricoperta da teloni verdi, le erbacce hanno però invaso tutto: ignari bagnanti transitano a pochi metri ogni giorno, direzione baia di Sorgeto, dove si fa il bagno a mare nell'acqua calda. E dunque la visita guidata speciale di domenica 17 (ore 11) sul villaggio di Punta Chiarito non potrà che svolgersi altrove: per l'esattezza al Museo archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno, dove l'archeologa Maria Lauro racconterà la scoperta che - era il 1988 - fece strabuzzare gli occhi a studiosi di tutto il mondo. Durante un sopralluogo, due vigili incapparono in alcuni frammenti di anfore grezze, nel 1992 partì la campagna di scavi della Soprintendenza. Due anni dopo i primi, sorprendenti risultati. Ma il paradosso è che oggi Punta Chiarito sia off-limits. E che per raccontarla si debba virare al Museo archeologico di Napoli, dove dal 1996 sono in esposizioni i preziosi reperti rinvenuti nell'area, o - appunto - a Villa Arbusto. Comunque lontani dalla baia dove gli antichi greci avevano deciso di stabilirsi, formando un villaggio cronologicamente contestuale a Pithekoussai, l'antica Ischia. "La Soprintendenza ha più volte sollecitato il Comune di Forio a trovare la via del rilancio e della valorizzazione dell'area", attacca Costanza Gialanella, responsabile presso la Soprintendenza Archeologia della Campania. Un'area che insiste in larga parte su proprietà privata, con i titolari interessati al recupero. "C'è un accordo già abbozzato ai tempi della giunta regionale guidata da Bassolino - spiega la Gialanella - ma rimasto lettera morta malgrado i continui solleciti della Soprintendenza". Nel 2004 il Comune di Forio arriva anche a firmare un accordo con Soprintendenza e Regione Campania: si parla di 250 mila euro per la realizzazione del parco archeologico di Punta Chiarito. "Ecco, vorremmo capire perché non sia stato fatto più nulla". Intanto, non si fermano gli approfondimenti sul villaggio. "Abbiamo rinvenuto i resti di almeno tre capanne, che potrebbero essere visitabili per il pubblico, peraltro in un luogo di grande valenza paesaggistica. - spiega il funzionario della Soprintendenza - Potremmo pensare di riproporre l'arredo originale con i calchi del materiale trasferito a Napoli, circa 300 reperti in ceramica e metallo". Raccontando così la quotidianità della fine dell'VIII secolo dopo Cristo e dell'inizio del VII, quando un'eruzione - sconosciuta ai vulcanologi fino agli anni Novanta - spazzò via il villaggio. "Ma alla fine del VII secolo, - spiega Gialanella -Punta Chiarito tornò a popolarsi. Qui c'erano i coloni di un fondo agricolo, ma i padroni, residenti nell'attuale Lacco Ameno, venivano per controllare e banchettare con gli amici. E' per questo che abbiamo ritrovato anche crateri e coppe e persino la grattugia con la quale ricavavano le scaglie di formaggio da mescolare con il vino. Un peccato non poterlo raccontare a dovere".
NAPOLI-Punta Chiarito, il villaggio greco dimenticato. La Soprintendenza: "Il Comune dov'è?"
Il villaggio greco di Punta Chiarito, sul versante sud-occidentale di Ischia, è stato sommerso da un'eruzione dell'VIII secolo a.C. Oggi, l'area è coperta da teloni verdi e le erbacce hanno invaso tutto. La visita guidata speciale del villaggio è stata posticipata al Museo archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno, dove l'archeologa Maria Lauro racconterà la scoperta del 1988. I reperti rinvenuti nell'area sono esposti al Museo archeologico di Napoli. La Soprintendenza Archeologia della Campania ha sollecitato il Comune di Forio a trovare la via del rilancio e della valorizzazione dell'area, ma non è stato fatto nulla.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo