Interrogativi ambientalisti su edilizia economica e piani speciali AMBIENTALISTI E PRC: discutiamo subitool'urbanistica sfuggirà di mano. Morassut: con una politica trasparente e regole certe nonc'è subalternità ai poteri forti Con le temperature roventi dell'estate, si riaccende lo scontro sul nuovo piano regolatore. «Che fine ha fatto?», chiedono allarmati ambientalisti (Legambiente, Italia Nostra, etc.) e Verdi, insieme a Rifondazione comunista, che ieri si sono dati appuntamento nella sala Protomoteca del Campidoglio per incalzare la giunta a riaprire pubblicamente la discussione sul prossimo futuro urbanistico della città. Il timore è che, dopo l'adozione in consiglio comunale (era il 20 marzo 2003), «la gioiosa macchina del piano si sia inceppata». «Subito in consiglio comunale le osservazioni al nuovo prg», domandano, allora. consiglieri di Prc e Verdi, insieme ai rappresentanti di tutte le principali associazioni ambientaliste. «Abbiamo lavorato a tempi di record, in 18 mesi abbiamo analizzato 11mila osservazioni, quando per analizzare le 650 osservazioni alla variante delle certezze ci vollero 4 anni», risponde l'assessore all'urbanistica Roberto Morassut, che propone di avviare prima della pausa estiva un seminario di discussione interno alla maggioranza . SUL TAPPETO, tanto per dirne una, c'è la questione dell'emergenza abitativa. I costruttori chiedono di "sacrificare" l'1 delle aree che il prg destina a verde (1290 ettari) per costruire nuove case. Legambiente, invece, chiede che si destini all'emergenza abitativa l'1 del costruito e che invece le previsioni del prg siano ritoccate al ribasso. Entrambe le proposte sono state messe nero su bianco nelle osservazioni.Ma il timore sollevato da ambientalisti, verdi e Prc, è che, su questo e su altri fronti, come quello dei progetti speciali (parcheggi e quant'altro), si stia tornando, a scapito del confronto democratico, al «pianificar facendo». Ovvero? Che, nell'attesa che passino al vaglio del consiglio comunale le proposte di modifica al prg presentate da associazioni, costruttori, comitati di quartiere, l'amministrazione proceda anticipando o anche derogando a quanto fissato nel piano stesso. «È un bene che si rilanci il confronto - osserva il coordinatore della maggioranza Silvio Di Francia - il consiglio comunale in ogni caso non ha approvato né approverà alcuno stravolgimento». E l'assessore all'urbanistica: «Non abbiamo presentato nemmeno una delibera in deroga al prg», dice Morassut, pronto a garantire una corrispondenza al «99» tra gli indirizzi del piano e le delibere attuative, «anche se, quando abbiamo approvato il prg l'emergenza abitativa non era ancora scoppiata in tutta la sua drammaticità»: «In ogni caso - aggiunge Morassut - se ci saranno provvedimenti non perfettamente corrispondenti alle previsioni, siamo pronti a discuterne ». Patrizia Sentinelli, capogruppo del Prc, intanto, a sostegno dei timori sollevati, cita due esempi. Il primo, di stringente attualità, è la delibera sul progetto di lottizzazione a Tor Pagnotta, che ieri è tornato a scaldare il consiglio comunale. Ridotte le cubature (da 4,5mln di mc a 1mln), approvata la lottizzazione, in questomomento sul tavolo c'è la realizzazione di un tram su gomma da Trigoria alla stazione Laurentina. Costo dell'opera: 27 milioni di euro. Spese che dovranno essere coperte per il 10,87 dallo stesso consorzioTor Pagnotta Due e per il resto invece dalle risorse per Roma Capitale. Contrari An, da una parte (con l'eccezione di un consigliere, Ettore Germini), Prc dall'altra. Fortemente contraria Legambiente perché così «si caricano sul bilancio pubblico gli oneri di una lottizzazione privata». Il secondo esempio fornito dal capogruppo del Prc riguarda le nuove centralità - ovvero servizi e infrastrutture per le periferie. «Nella delibera approvata dalla giunta - spiega Sentinelli - si dice esplicitamente che le previsioni insediative del piano sono sottodimensionate». Un terzo esempio, invece, è fornito da Legambiente. E riguarda proprio l'emergenza abitativa. «Il 23 marzo scorso - spiega Umberto Veronesi - la giunta ha approvato una delibera che individua le aree da destinare all'edilizia economica ». Si tratta dell'ultimo pezzo dello storico piano per rispondere al bisogno di case, in affitto o in vendita a riscatto, a costi contenuti. In tutto, 7-8mila alloggi, «che - spiega Veronesi - si traducono circa 2 milioni di metri cubi da costruire su una superficie di 276 ettari». Dei 276 ettari, secondo Veronesi «54, circa il 20 del totale, sono individuati dalla delibera all'interno di aree perimetrate in vista della trasformazione a parco, sia nella zona di Valle Aniene che in quella di Arrone Ponte Galeria. Che fine farà allora il progetto del parco?». L'assessore Morassut smentisce: «Quelle sono aree di riserva a trasformabilità vincolata». Ovvero, «aree edificabili». «Si può discutere delle localizzazioni, ma la delibera di cui parla Veronesi - replica Morassut - non sacrifica il verde, sposta solo cubature già previste». Prima ancora, in aula intervendo nel dibattito su Tor Pagnotta, aveva rassicurato: «Questa è un'amministrazione forte con i poteri forti», ricordando i milioni di cubature cancellati. E ancora, fuori dall'aula, ha replicato alla Sentinelli: «La realizzazione di nuove centralità nelle periferie è il cuore del prg, la realitiva delibera approvata è un provvedimento di sinistra, riformista in senso radicale, che contempla qualità, partecipazione, pianificazione e impone a chi realizzerà le nuove centralità di pagare anche i costi del trasporto pubblico». «Ben vengano le discussioni e il confronto», dice, comunque, a proposito dell'iniziativa promossa da Verdi e Prc.