Prove generali prima della partenza per Londra dell'opera ricreata dalla Tor Art dopo la distruzione ad opera dell'Isis CARRARA. Hanno voluto fare una prova. Così come si fa a un abito. O, parlando di marmo, come si fa nel chiuso del laboratorio, per un pregiato pavimento a "macchia aperta". Ma si è trattato di una prova davvero suggestiva: a essere messo in piedi, nello scenario mozzafiato del piazzale di Fantiscritti, nel cuore delle cave apuane, è stato l'arco della città di Palmira. Un monumento che rinascerà grazie alla robotica e al valore aggiunto della ditta carrarese Tor Art e che, per qualche ora ha campeggiato fra le bancate di marmo. «Abbiamo voluto provare a montarlo, per vedere se andava tutto bene: domani (oggi per chi legge) sarà spedito a Londra»: dicono Lorenzo Massari e Filippo Tincolini di Tor Art. È dalle Apuane dunque che parte la "sfida" all'Isis e alla sua violenza . Dalle immagini della distruzione della città Palmira, gioiello archeologico siriano patrimonio dell'Unesco, da parte dei miliziani jihadisti alla rinascita. L'antico arco del Tempio di Bel, attaccato lo scorso agosto dallo Stato islamico, verrà ricreato a Londra e New York e posizionato Trafalgar Square e Times Square. Il tutto sarà reso possibile attraverso l'alta tecnologia, anche apuana, che si è messa quindi al servizio della ricostruzione. Le immagini sono negli occhi di tutti. Il 20 maggio i miliziani dell'Isis hanno conquistato la città storica di Palmira, nella Siria centrale, dopo il ritiro dell'esercito di Bashar al-Assad. È stato l'inizio della distruzione di uno dei patrimoni dell'Unesco: il 19 agosto è stato decapitato il custode del sito archeologico Khaled Assad, il 30 è stato fatto saltare in aria il Tempio di Bel e il 5 ottobre l'Arco di Trionfo risalente a duemila anni fa. Dalla distruzione alla rinascita. All'interno del progetto The Million Image Database intrapreso da The Institute for Digital Archaeology (IDA) per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale mondiale, con il patrocinio dell'Unesco l'apuana Tor Art specializzata in robotica e scultura e nello studio della tecnologia applicata ai materiali da costruzione come marmi, pietre e metalli, in collaborazione con D-Shape società che opera nel campo della stampa 3d di materiali naturali, ha avuto il delicato compito di ricreare le opere di epoca romana distrutte a Palmira delle milizie. Per riuscire a ricreare copie perfette delle opere andate distrutte Tor Art ha iniziato il suo percorso di lavorazione dallo studio e dalla ricerca dei materiali impiegati in origine, fino all'utilizzo di avanzate attrezzature robotiche e di stampanti 3d necessarie per ridare una nuova vita alle opere. Tutto fino alle prove generali. In cava.
Carrara, a Fantiscritti rinasce l'arco di Palmira
La ditta carrarese Tor Art ha ricreato l'arco della città di Palmira, distrutta dall'Isis, utilizzando la robotica e la tecnologia 3D. La struttura è stata messa a punto nello scenario delle cave apuane e ha subito prove generali prima di essere spedita a Londra e New York. Il progetto, finanziato dall'Unesco, mira a tutelare il patrimonio culturale mondiale. La distruzione di Palmira è stata documentata e utilizzata come riferimento per la creazione della copia. La struttura ricreata sarà posizionata a Trafalgar Square e Times Square. La tecnologia utilizzata è stata sviluppata dall'apuana ditta e collabora con la società D-Shape.
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