Restaurati gli ambienti e catalogati i manoscritti. Tra gli autori Donatello e Ghiberti SIENA. Per secoli l'archivio storico dell'Opera della Metropolitana del Duomo di Siena è stato quasi un luogo inaccessibile. Punto di riferimento per gli storici dell'arte hanno provato a orientarsi tra i migliaia di documenti conservati. Poi, nel 1951, per volontà del Rettore di allora, il Conte Umberto Del Vescovo Sterbini, è stato eseguito un primo riordino del materiale a disposizione. Seguito nel 1990 dall'inventariazione condotta da Stefano Moscadelli. A dicembre 2014 è iniziata una nuova opera di ammodernamento, conclusa di recente e oggi svelata al pubblico. «Abbiamo cercato di valorizzare il prezioso materiale conservato e puntato a rendere gli ambienti più accoglienti spiega il Rettore Gian Franco Indrizzi Per questo, in parallelo con un lavoro di natura archivistica, è stato portato avanti un intervento architettonico rilevante. Sia per le scaffalature, con ripiani su misura in grado ora di contenere i voluminosi testi e mobili che favoriscono la traspirazione, sia per la sicurezza, con particolare attenzione agli impianti anti-incendio». Il costo dell'operazione è stato di circa 200 mila euro e nell'intenzioni del rettore dovrebbe rendere accessibile l'archivio agli studiosi tre volte alla settimana. In cantiere ci sarebbe poi l'intenzione di revisionare i manoscritti con le liriche sacre e capire se c'è del materiale che possa utilizzato per eventuali concerti. «Prima dei lavori l'archivio era aperto una volta a settimana spiega Indrizzi Vorremmo aumentare questa cadenza, per venire incontro agli studiosi, e se possibile renderlo fruibile anche per visite guidate». Un'opportunità che consentirebbe al pubblico di vedere il contratto notarile del 1085 (il più antico documento conservato), stipulato ancora prima della costruzione del Duomo. Oppure la corrispondenza per i pagamenti delle formelle del battistero di San Giovanni tra il rettore dell'epoca e Donatello. O quella con Jacopo della Quercia. E ancora le richieste di consiglio formulate a Lorenzo Ghiberti, in quel momento lontano da Siena, per portare a termine alcuni lavori. O le piante del 1339, affisse adesso alle pareti di una delle sale principali, che rappresentano il progetto del Duomo Nuovo, poi mai completato a causa della peste del 1348. «Il fondo storico fino al 1990 conteneva circa 3400 testi sottolinea Marta Fabbrini, che ha seguito in prima persona l'opera di archiviazione Con l'ultimo intervento ne sono stati catalogati altri 200. La maggior sono documenti di contabilità inerenti ai lavori nella cattedrale a partire dal 1300, tra i quali rientrano le committenze artistiche di personaggi rilevanti che abbiamo deciso di esporre in concomitanza con la visita inaugurale di oggi».
Siena, l'archivio del Duomo svela i suoi tesori
L'archivio storico dell'Opera della Metropolitana del Duomo di Siena è stato restaurato e catalogato. Il materiale è stato valorizzato e gli ambienti sono stati ammodernati con nuove scaffalature e impianti anti-incendio. Il costo dell'opera è stato di circa 200 mila euro. L'archivio sarà aperto tre volte alla settimana per gli studiosi e potrebbe essere fruibile anche per visite guidate. Il fondo storico contiene circa 5400 testi, tra cui documenti di contabilità e committenze artistiche. L'opera di archiviazione è stata condotta con l'aiuto di Marta Fabbrini. Il nuovo intervento è stato inaugurato con una visita guidata.
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