PISA. La Spina è pronta a riaprire le porte. Dopo un anno di lavori di restauro (costo circa 300 mila euro), la chiesa più suggestiva di Pisa può tornare ad essere visitata. In occasione della riapertura, ieri mattina alla presenza del sindaco Marco Filippeschi, l'annuncio di una prima mostra a maggio. L'ultimo intervento proprio ieri: una serie di rilievi in 3D del sottosuolo con un georadar. È emerso così che sotto il pavimento centrale, a meno di 4 metri di profondità, si trova un oggetto rettangolare di due metri per uno. Una scoperta inattesa e tutta da capire. La chiesa, risalente al 1230, è stata smontata e ricostruita nel 1871, quando si decise di portarla in quota superiore, per i problemi di stabilità dati dalla vicinanza con il fiume. È probabile che l'oggetto rettangolare sia di quegli anni, ma ha una forma che ricorda anche una sepoltura, «anche se non ne risultano stando alla storia della chiesa», dice l'architetto Marta Ciafaloni della Soprintendenza di Pisa. «Bisognerà rispolverare la storia recente della Spina e capirla meglio».
Pisa. Riapre la chiesa della Spina. Sotto il pavimento un mistero
PISA. La Spina è pronta a riaprire le porte. Dopo un anno di lavori di restauro (costo circa 300 mila euro), la chiesa più suggestiva di Pisa può tornare ad essere visitata. In occasione della riapertura, ieri mattina alla presenza del sindaco Marco Filippeschi, l'annuncio di una prima mostra a maggio. L'ultimo intervento proprio ieri: una serie di rilievi in 3D del sottosuolo con un georadar. È emerso così che sotto il pavimento centrale, a meno di 4 metri di profondità, si trova un oggetto rettangolare di due metri per uno. Una scoperta inattesa e tutta da capire. La chiesa, risalente al 1230, è stata smontata e ricostruita nel 1871, quando si decise di portarla in quota superiore, per i problemi di stabilità dati dalla vicinanza con il fiume. È probabile che l'oggetto rettangolare sia di quegli anni, ma ha una forma che ricorda anche una sepoltura, anche se non ne risultano stando alla storia della chiesa, dice l'architetto Marta Ciafaloni della Soprintendenza di Pisa. Bisognerà rispolverare la storia recente della Spina e capirla meglio.
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