Guarderà più alla conservazione e alla rivalutazione del proprio patrimonio che alle nuove mostre il 2016 della Fondazione Musei civici con un programma di attività che sarà annunciato con un po' di ritardo perché la nuova gestione, con il presidente Mariacristina Gribaudi che ha affiancato il direttore Gabriella Belli, ha voluto prendere prima piena coscienza del suo insieme. La nuova inventariazione e l'archiviazione informatica di tutte le collezioni - un lavoro che durerà alcuni anni - è uno dei primi compiti che ci si è dati per l'anno in corso, procedendo per nuclei, dai ventagli ai tessuti Guggenheim, agli erbari del Museo di Storia Naturale. Già avviato anche il progetto - caro alla neopresidente Gribaudi - di "modernizzare" i musei introducendo il wi-fi generalizzato e spazi anche per i giovani a cominciare da Ca' Pesaro e Ca' Rezzonico. Sul piano dei progetti espositivi oltre alla mostra sugli ebrei e l'Europa a Palazzo Ducale a giugno, Palazzo Fortuny ospiterà nello stesso periodo una mostra confronto tra Mariano Fortuny e i collezionisti contemporanei. Il Correr programmerà invece una mostra tutta basata sulle proprie collezioni esponendo le oltre 150 opere che possiede del vedutista dell'Ottocento Ippolito Caffi e dando vita anche a un catalogo permanente su di esse. In autunno, sempre Palazzo Fortuny programmerà una mostra sull'atelier Cadorin, incentrato non solo su Guido Cadorin ma anche su tutta la sua famiglia di artisti. Mentre Ca' Pesaro vedrà una mostra dedicata su Coco Chanel a Venezia, dedicata agli anni "ruggenti" della grande stilista anche in laguna e alle sue frequentazioni importanti, a cominciare da quella di Pablo Picasso. Un anno di transizione, insomma, quello che si annuncia per la Fondazione Musei, con però l'obiettivo primario di ricominciare a volgere lo sguardo al suo interno e alla valorizzazione e alla migliore conoscenza del proprio patrimonio. In attesa di ripartire, nel 2017, anche con una stagione espositiva di grande livello. (e.t.)