La riforma del ministro Fanceschini detta la divisione tra tutela e valorizzazione delle aree archeologiche: fuori la Soprintendenza, dentro l'Amministrazione Pubblica. A circa sei mesi dall'annunciato decreto che ha visto una divisione netta tra la gestione delle aree archeologiche e quelle museali, Concordia ha preso ufficialmente in mano le redini della situazione e ieri mattina ha presentato l'associazione culturale che, per quest'anno, si occuperà volontariamente della gestione e promozione di alcuni dei siti archeologici della città. Passaggio di consegne avvenuto, dunque, e a sottolinearlo sono state la soprintendente Simonetta Bonomi, l'archeologa Marianna Bressan che assieme al sindaco Claudio Odorico hanno ufficialmente aperto le porte all'associazione culturale Quarto Stile di Padova. «Dallo scorso 26 marzo la nostra competenza all'interno della Soprintendenza è definitivamente scaduta», ha spiegato Simonetta Bonomi, «ma il lavoro fatto assieme all'Amministrazione è stato lungo e proficuo e anche se dai vertici ci propongono una divisione, l'auspicio è che invece ora si cominci davvero a lavorare assieme creando una sinergia importante atta a valorizzare tutte le aree archeologiche della città che in questi anni abbiamo riportato alla luce». Un progetto di valorizzazione che coinvolga non solo i turisti ma soprattutto i cittadini concordiesi: la speranza dell'Amministrazione Odorico è proprio questa. «Dobbiamo far riscoprire ai concordiesi la propria storia e le proprie origini», ha detto il sindaco, «ma sicuramente dobbiamo guardare anche alle potenzialità turistiche delle nostre aree archeologiche e grazie al Nuovo Distretto del Turismo possiamo auspicare anche a qualche nuovo finanziamento che ci permetta di incentivare la nostra proposta». Per il momento, passano le competenze ma non i finanziamenti, ecco perché l'associazione che si occuperà delle aree archeologiche della Domus, del Ponte Romano e delle Terme è formata da archeologi volontari. «Siamo contenti di passare le consegne a persone competenti», ha specificato la dottoressa Bressan, «ma sono convinta che la professionalità dell'archeologo debba essere valorizzata. Ci dispiace che invece tutto venga dato in mano a dei volontari». L'aspetto negativo di questo cambio, infatti, sarà proprio legato alla mancanza di fondi che non consentiranno un'apertura costante delle aree ma solo su prenotazione delle visite guidate a cui sarà assoggettato il costo di un biglietto pari a 4 euro.
CONCORDIA L'area archeologica affidata ai volontari
La Soprintendenza per i Beni Archeologici di Padova ha passato le competenze alla città di Padova, che ha deciso di creare un'associazione culturale per gestire e promuovere alcuni siti archeologici. La soprintendente Simonetta Bonomi ha spiegato che la divisione tra la gestione delle aree archeologiche e quelle museali è stata definitiva, ma che l'auspicio è che si cominci a lavorare insieme per valorizzare tutte le aree archeologiche della città. Il sindaco Claudio Odorico ha sottolineato l'importanza di far riscoprire la storia e le origini dei concordiesi, ma anche di valorizzare le aree archeologiche per il turismo.
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