Il sindaco di Stazzema: «Decisione necessaria per mantenere un servizio adeguato». Ma l'opposizione contesta STAZZEMA. Le foto dei superstiti di Sant'Anna, le loro preziose testimonianze scritte sulle pareti e i cimeli delle vittime del 12 agosto 1944. Da oggi, il cuore del Parco Nazionale della Pace, che custodisce fedelmente la memoria dell'Eccidio, sarà a pagamento. Il Comune di Stazzema ha infatti istituito un biglietto d'ingresso per visitare il Museo della Resistenza di Sant'Anna. Una "cifra simbolica" - come ha detto il sindaco Maurizio Verona - di un euro, ma che dovrà essere pagata dai nove anni in su. Saranno esclusi i portatori di handicap, i superstiti e i loro familiari. E sarà gratuita l'entrata durante le manifestazioni ufficiali del Parco Nazionale della Pace. Ma intanto questa decisione della giunta stazzemese è destinata a far discutere. Seppur sia stata avallata anche dall'Associazione Martiri di Sant'Anna. A mettersi infatti subito di traverso è stata la minoranza di Luce a Stazzema. «È come se si chiedesse di far pagare per visitare il sentiero che porta al sacrario di Col di Cava, per la piazza della chiesa o per vedere la Vaccareccia - critica il consigliere Gian Piero Lorenzoni - il museo raccoglie la storia di tutti questi luoghi, è il posto che custodisce lo spirito e la mente a disposizione della memoria che Sant'Anna offre ai visitatori. Per quanto ci riguarda siamo contrari, anche rispetto al parere favorevole dell'Associazione Martiri». Dall'altra parte c'è il sindaco di Stazzema: il Comune si è trovato costretto a fare questa scelta. «Ogni anno c'è disinteresse da parte degli enti sovraordinati, esclusa la Regione Toscana che al contrario ci aiuta a rendere fruibile il Museo - ha spiegato il primo cittadino di Stazzema - mentre il Comune non ha la forza e la capacità di trovare le risorse in altri capitoli di bilancio». Di sicuro c'è che l'incasso sarà redistribuire (si stima ventimila visitatori annui) per potenziare e promuovere le attività finalizzate alla promozione della pace. «Avrei voluto farne a meno - prosegue Verona - come in tutti questi anni, ma le esigenze economiche per mantenere un adeguato servizio sono impellenti». La cifra di un euro non sarà neppure «ostativa per i visitatori» - dice Verona - ai quali vuole continuare ad offrire «un servizio degno di un Parco Nazionale e non al ribasso. E avere un museo aperto quasi tutti i giorni e non rinunciarci per la mancanza di risorse». Ma alla minoranza i conti non tornano. «La gestione del Museo è coperta dalla Legge regionale con 135 mila euro e con i contributi talvolta di carattere straordinario - ribatte Lorenzoni - inoltre la legge nazionale prevede circa cinquantamila euro annui, e quasi ottomila per la manutenzione del sacrario». Insomma un totale che va intorno ai 200mila euro. Una somma che per la minoranza è «sufficiente a sostenere le attività: a Sant'Anna non si va per fare una scampagnata, ma è un luogo di memoria unico nel suo genere». L'ex sindaco Lorenzoni - che chiede all'amministrazione di revocare la delibera approvata - critica anche l'esenzione «soltanto sotto gli 8 anni: la maggior parte degli alunni che salgono a Sant'Anna sono ragazzi delle primarie e secondarie di primo grado; dobbiamo facilitare e non scoraggiare l'accesso a questo luogo». Ma il sindaco Verona si è già detto disponibile a rivedere la delibera e innalzare l'età di esenzione.