Grosseto, l'Istituto dovrà lasciare la sede che occupa, interviene Luciana Rocchi: la nostra cultura abita qui Scrivo a poche ore dalla cerimonia voluta dal Comune di Roccastrada per ricordare il 10 aprile 1946, prime elezioni amministrative dell'Italia liberata, inizio del cammino delle istituzioni democratiche. Ho condiviso l'emozione di cittadini e amministratori e avuta conferma dell'utilità dell'Isgrec. Scrivo dopo aver atteso invano per dieci giorni parole di speranza e qualche prospettiva, dopo la notifica dello sfratto dalla sede dell'Isgrec, consegnata la mattina di mercoledì 30 marzo alle 8,30 da un messo, con firma del presidente della Provincia e sindaco Emilio Bonifazi. Entro il 31 dicembre archivi, biblioteca, personale in ruolo nella scuola, un dipendente a tempo indeterminato, due laureandi in stage su Convenzione con due atenei, dovranno chiedere asilo. Perché? La notifica dice: per l'impossibilità di fare manutenzione, Isgrec e altri ospiti dell'area cerchino altrove. Conclude «A voi la libertà di scegliere». L'esistenza di un problema-sede era nota da tempo, per ragioni di inadeguatezza strutturale e per la mancanza di spazi utili ad accogliere preziose donazioni di fondi archivistici e bibliotecari, da tempo attese. Ma l'inizio di una drastica frattura data da ottobre 2014. Il neoetto presidente della Provincia Bonifazi mise l'istituto di fronte alla prospettiva di un azzeramento a partire dal gennaio 2016 della convenzione, esistente da decenni, e di progetti già approvati, uno su tutti la cura dell'archivio storico della Provincia, costruito in mesi di lavoro, in accordo con Provincia pre Bonifazi, Soprintendenza archivistica e Regione Toscana. Il convengo "Pensieri al futuro", 9 giungo 2014, nato da una meditazione sulle soluzioni alla riforma delle Province, ne era stato sanzione formale. Tante presenze la confortarono: amministratori, Soprintendenza, Regione, il presidente nazionale Insmli, costituzionalista Valerio Onida, il direttore del Sole24oredomenica Armando Massarenti. Sembrò condividerlo lo stesso Bonifazi. Ma appena pochi mesi dopo chiuse la porta al futuro con la motivazione della mancanza di risorse. Nel corso di numerosi colloqui, abbiamo condiviso la consapevolezza che le risorse sono scemate, che l'Ente Provincia soffre duramente - ci sono urgenze anche maggiori, ne siamo coscienti . Tuttavia il contesto non può essere ignorato, era ed è tale da richiedere una ricerca comune di soluzioni: come ignorare una legge regionale (382002), un MIUR che attinge al nostro patrimonio e alle competenze per la scuola, le Università, progetti europei di cui siamo partner, lo stesso Comune di Grosseto cui garantiamo servizi su convenzione (per Statuto è rappresentato nel Consiglio Direttivo da un suo assessore)? Sembra non esserci logica in tutto ciò. Guardandolo ora, appare un cammino segnato: togliere risorse, non assumere alcun impegno per cercare sostituzioni, fino alla espulsione dai locali della Provincia. Non può essere distrazione, ma una scelta politica. Scelta più che legittima, incontestabilmente nelle prerogative . dell'amministrazione provinciale, o di quel che ne resta. Com'è per il Bonifazi sindaco la contemporanea destinazione di risorse a lussuosi locali per la cultura. Così com'è stata lecita la scelta di lasciare la biblioteca comunale morente; questo, però, un vulnus che colpisce e rende tanto più utili i quasi 10.000 volumi della biblioteca dell'Isgrec. Nei prossimi giorni si riunirà il direttivo dell'Isgrec, saranno assunte le iniziative che presidente e consiglio decideranno. Non ne faccio parte, per questo scelgo di parlare individualmente, pur sapendo di interpretare lo sgomento di tutti. Credo che intanto si potrà chiedere asilo, se chi governa questa città non darà il necessario sostegno istituzionale, portando altrove quel che è possibile. Sarebbe importante che chi si candida al governo del Comune e presiederà quel che rimane dell'Ente Provincia si esprimesse. La cultura abita anche nel poderino dell'Agrario. Casa tutt'altro che prestigiosa, ma che accoglie numeri notevoli di visitatori, utenti, appassionati. Basta poco per verificare. direttrice Isgrec
GROSSETO - Isgrec sfrattato, l'appello della direttrice
L'Istituto di Storia della Provincia di Grosseto (Isgrec) è stato notificato di sfratto dalla Provincia di Grosseto, a causa di problemi di manutenzione e spazi insufficienti. La notifica è stata effettuata il 30 marzo e l'Isgrec ha 30 giorni per lasciare la sede. L'Isgrec è stato utilizzato per la conservazione di fondi archivistici e bibliotecari, e la sua chiusura rappresenta una perdita per la cultura locale. Il presidente della Provincia, Emilio Bonifazi, ha affermato che l'Isgrec non ha risorse sufficienti per essere mantenuto. L'Isgrec ha richiesto asilo presso il Comune di Grosseto, ma non è chiaro se ciò sarà possibile.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo