LA concessione in uso gratuito del Prato delle Colonne del Giardino di Boboli all'associazione culturale Multipromo, per organizzare "rappresentazioni operistiche e concerti" , fu illegittima. E ha finito per provocare pesanti danni alle casse pubbliche, non solo per alcuni danneggiamenti avvenuti durante gli eventi, ma soprattutto per i "mancati introiti". Lo ha stabilito la sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Toscana, che ha condannato per il danno erariale l'ex soprintendente al Polo museale, Cristina Acidini. Circa 170 mila euro la somma da risarcire allo Stato, e in particolare al Ministero dei beni culturali, relativa al periodo 2010-2011. Acidini aveva giustificato la gratuità della concessione con le "finalità di valorizzazione del Giardino di Boboli, che la Multipromo avrebbe assicurato attraverso le proprie iniziative": secondo la Corte, invece, l'associazione "non ha svolto attività di conservazione e restauro del Giardino ed è vero l'esatto contrario alla luce dei ripetuti danneggiamenti". Non solo. "Non sembra neppure che essa abbia migliorato la fruibilità scrivono i magistrati - posto che durante il periodo della manifestazione una rilevante parte dell'area di Boboli è stata sottratta alla pubblica fruizione". Per poi concludere: "Nei fatti la Multipromo, lungi dallo svolgere un "servizio pubblico", si è atteggiata nel concreto ad impresa esercente pubblici spettacoli, destinati a pubblico pagante e non certo ad attività di promozione e valorizzazione del "bene" Giardino di Boboli". Per questo motivo, la concessione "doveva essere rilasciata a titolo oneroso". Nell'atto di citazione, firmato nel maggio 2014 dall'ex procuratore Angelo Canale, venivano chiamate in causa anche presunte pressioni dell'allora vicesindaco Dario Nardella (che ha sempre smentito) su Acidini, per "favorire" la concessione gratuita. Scriveva Canale: "Come traspare (senza neppure troppi sottintesi) dalle stesse deduzioni difensive della dottoressa Acidini, la concessione dello spazio del Giardino di Boboli all'Associazione Multipromo era fortemente "caldeggiata" da un esponente di rilievo dell'amministrazione comunale, che giunse persino ad indirizzare alla medesima in un breve arco temporale quattro segnalazioni a favore della Multipromo, proprio quando la Sovrintendenza si accingeva ad esperire la procedura di evidenza pubblica per la concessione degli spazi. Il che getta un'ombra sull'intera vicenda". Sul punto, la sezione giurisdizionale non entra nel merito e si limita a giudicare "non rilevante" la questione: "quello che rileva è il tenore degli atti concessori", si legge nella sentenza. L'indagine della Procura contabile e della Guardia di Finanza era nata da un esposto presentato il 3 gennaio 2013 dalla Associazione Iko (Italia Konzert Opera), che segnalava irregolarità nell'affidamento degli spazi di Boboli all'associazione per il triennio 2010-2012 (la prima concessione gratuita risale nel 2005 e fu rilasciata dall'ex soprintendente Antonio Paolucci). Sulla gara, che si era svolta il 2 marzo 2010, si era poi pronunciato il Tar, condannando la Soprintendenza a risarcire la Iko. Secondo gli investigatori, nel solo 2010 la Multipromo aveva incassato dalla vendita dei biglietti 729 mila euro, oltre a vari contributi fra i quali 50 mila euro dal Ministero, 50 mila dalla Cassa di Risparmio, 40 mila dal Comune, 120 mila da Mps, e sponsorizzazioni per 110 mila euro. Proprio i "mancati introiti" hanno portato alla condanna della Corte dei conti. Il danno da risarcire all'erario è relativo alla somma che sarebbe stata percepita concedendo il giardino a titolo oneroso (circa 150.000), ma anche al risarcimento riconosciuto dal Tar all'associazione Iko (16 mila euro) per le irregolarità nelle procedure di gara e ai danni (4.000 euro) non coperti da assicurazione.
FIRENZE - Eventi in Boboli, Acidini condannata
La Corte dei conti della Toscana ha condannato Cristina Acidini, ex soprintendente al Polo museale, per il danno erariale di circa 170 mila euro. La condanna è stata emessa per la concessione gratuita del Prato delle Colonne del Giardino di Boboli all'associazione culturale Multipromo, che ha causato danni alle casse pubbliche. La sentenza stabilisce che la concessione era illegittima e che l'associazione non ha svolto attività di conservazione e restauro del Giardino. La Corte dei conti ha anche condannato l'ex vicesindaco Dario Nardella per le pressioni esercitate su Acidini per favorire la concessione gratuita.
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