Sembrava cosa fatta dopo l'ok della Regione al progetto della società Gesto per esplorazione geotermica nelle vicinanze del Masso delle Fanciulle. Invece l'operazione sta subendo un notevole ritardo a causa del parere negativo presentato dalla Soprintendenza i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Pisa e Livorno durante la fase riguardante le osservazioni nella Valutazione d'impatto ambientale (Via). E questo ha comportato che il Ministero dell'ambiente chiedesse un incontro all'azienda in cui richiedere ulteriori informazioni sul progetto e valutare l'opportunità di realizzarlo nelle modalità ipotizzare nel piano. Uno stop inatteso, quindi, a cui si aggiunge anche il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presentato dal Comitato difensori della Toscana che non ha rinunciato a bloccare il progetto che minaccia l'oasi naturalistica e contro cui da tre settimane va avanti una protesta articolata in tre appuntamenti: il primo al Masso delle Fanciulle con una escursione, il secondo sabato scorso con un presidio in piazza dei Priori, il terzo ieri a Firenze nell'auditorium del consiglio regionale dove si sono dati appuntamento tutti i comitati di cittadini della Toscana contrari all'espansione eccessiva della geotermia. «Prima della pubblicazione da parte della Regione del decreto per dare il via libera al progetto della Gesto nella concessione Volterra Mazzolla serve un ulteriore passaggio al Ministero dell'ambiente - spiega il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, sul cui territorio ricade l'area di perforazione - C'è stato quindi un ritardo non di poco conto nell'iter per l'avvio del piano di esplorazione, dovuto anche al ricorso a Mattarella presentato dal Comitato. La Gesto, comunque, avrebbe dovuto presentare il progetto definitivo rispetto a quello allegato alla domanda iniziale». Insomma, il Masso delle Fanciulle per adesso è salvo, ma la zona è destinata a essere sempre più al centro dell'interesse di aziende che intendono sfruttare gli incentivi per la ricerca geotermica. «Siamo preoccupati - riprende il sindaco - perché in questo contesto si rischia di perforare in zone fragili come il Masso delle Fanciulle. Ma, senza regole precise, si ottiene anche l'effetto boomerang per quegli investimenti che servirebbero a creare sviluppo economico e posti di lavoro in territori come la Valdicecina che, invece, ne hanno bisogno. Penso alle due centrali che Enel vuole costruire con investimenti di svariati milioni e che, andando di questo passo e con questi criteri poco chiari, rischiano di essere dirottati altrove». Andreas Quirici