NE SONO immediata testimonianza, nel nostro Paese, gli impegni del ministero degli Affari Esteri e di quello dello Sviluppo Economico in questo senso: se oggi più che mai l'attenzione della diplomazia culturale non può essere distolta dalla ricerca del dialogo tra i popoli, della stabilità e della pace, allo stesso tempo va confermato il suo valore di veicolo di crescita, che contribuisce al rilancio dell'economia nazionale attraverso il patrimonio culturale, creativo e linguistico, per l'Italia tuttora fonte di ispirazione e ammirazione per molti altri Paesi. La chiave di lettura è quella offerta in una battuta qualche anno fa da Emma Bonino quando, proprio nella veste di ministro degli Esteri, affermava che se è vero che la cultura ha bisogno dell'economia come oggi conveniamo di frequente e in diverse sedi è ancor più vero che l'economia ha bisogno della cultura. Esiste quindi ancora nel mondo una domanda di Italia che è domanda di cultura, storia, tradizione e lifestyle, e cui è urgente offrire una risposta: da un parte con il sostegno al lavoro delle organizzazioni dedicate già esistenti (leggasi: gli istituti di cultura), dall'altra con l'elaborazione di un modello collaborativo di promozione della cultura italiana che coinvolga anche attori diversi. I musei, ad esempio, non solo come luoghi di custodia del patrimonio, ma anche come spazi di formazione per la diplomazia culturale nella sua accezione estesa di strumento di sviluppo, dialogo e cooperazione tanto più efficace quanto più forte di strategie ed investimenti. Torino vive questa stagione da protagonista: è la nostra città a ospitare diverse sedi Onu e ora, esito di un accordo con l'Unesco, il centro di formazione per i "caschi blu della cultura", la task force preparata per intervenire a protezione del patrimonio artistico e culturale dell'umanità. Ed è Torino ad accogliere sempre più frequentemente importanti occasioni diplomatiche internazionali come quella di questa settimana dedicata al dialogo italo-tedesco, alla presenza del presidente Mattarella e del suo omologo Joachim Gauck, confermando ancora una volta il ruolo che sempre più universalmente le viene riconosciuto di città ambasciatrice di cultura. (presidente di Torino Musei)