ALLOGGI demaniali nei più affascinanti monumenti di Napoli. Il problema è all'attenzione delle soprintendenze da anni. Non sempre sono riuscite a risolverlo. Per esempio, a Capodimonte il direttore Sylvain Bellenger ha convocato subito tutti gli occupanti degli appartamenti della Palazzina dei Principi, quelli che vivono negli appartamenti che furono della duchessa d'Aosta. Tre coppie di anziani che pagano non un affitto vero e proprio, ma una somma "a sanatoria" dell'occupazione, che il direttore francese definisce abusiva. «Speriamo di ristabilire una situazione accettabile per il progetto che abbiamo di usare la Palazzina per riunire gli uffici della direzione amministrativa - spiega Bellenger - noi che ci lavoriamo non abbiamo neppure un luogo dove riunirci, dobbiamo farlo in biblioteca o nel mio ufficio, dove non lavoro da solo ». Le tre famiglie non sembrano intenzionate a lasciare gli alloggi, anche se ormai sono in cattive condizioni. «L'altra notte nella Palazzina sono entrati dei clochard e loro erano soli e hanno anche corso dei rischi», spiega il direttore. «Sono stati eseguiti lavori abusivi che hanno cambiato il volto dell'edificio. Al posto di una galleria, delle stanze, una cucina in un salone. I pavimenti storici sono andati distrutti». Non si dormiva, su questo problema. Questioni annose sono arrivate a definizione in momenti diversi. E i fitti non sono mai stati tanto bassi da arrivare ai 3 euro della Reggia di Caserta. Ma in diversi momenti ci sono stati degli stop. La questione è delicata, perché riguarda tanto i dipendenti quanto persone in vista, e qualche erede di funzionari ministeriali del passato. Non negli ultimi tempi, però, i rallentamenti. Il Polo museale, competente per Certosa di San Martino e Sant'Elmo, Floridiana, Villa Pignatelli e Palazzo Reale, i monumenti dove (compreso Capodimonte, che però non fa parte dei musei amministrati) era intervenuto molto prima di Caserta, rallentata nei tempi per la ricerca di documentazione difficile da reperire. Archivi di altri tempi e altro personale, ormai in pensione. La gran parte degli sfratti era stata inoltrata, poi sono venuti i ricorsi. Uno dei primi giunti a sentenza riguarda la Floridiana. Subì ritardi e qualche perdita finanziaria, il vecchio progetto dell'allora soprintendente Nicola Spinosa di collocare un ristorante nella palazzina a cui si accedeva da via Cimarosa, a metà tra l'ingresso del parco e lo slargo della funicolare. La palazzina per un piano era occupata da un ex custode e sindacalista che due anni fa si accordò e permise al cantiere di andare avanti. Oggi i locali risultano divisi per ospitare il ristorante e sono stati realizzati i bagni. Lo sfratto è esecutivo e la palazzina sarà liberata presto per poter completare i lavori. Per quelli giustamente assegnati, e non "ereditati" senza più diritto, il Polo adeguerà il canone d'affitto, un lavoro che, seppure con pochi addetti, sta compiendo in questi giorni: la nota del ministero che chiedeva la riqualificazione delle tariffe da applicare agli inquilini risale al 2014. Altri alloggi demaniali per i quali il Mibact ha effettuato delle verifiche attraverso la soprintendenza archivistica, sono quelli assegnati a dipendenti dell'Archivio di Stato in appartamenti di Monte di Dio, in prossimità della Caserma Nino Bixio. Palazzo Reale, le cui abitazioni furono occupate da soprintendenti e direttori di museo, ma anche da provveditori agli studi, ora sono libere. Al centro di un caso fino a due anni fa sono stati i locali occupati dalla Fondazione Premio Napoli. La soprintendenza di piazza Plebiscito sfrattò per morosità la Fondazione, il Tar le diede ragione, ma il Consiglio di Stato ribaltò la sentenza e lo sfratto fu sospeso nell'agosto 2014. Restano, tra le mura monumentali di piazza Plebiscito, a memoria di funzionari che ci hanno lavorato, i cosiddetti "assuntori di custodia", custodi con obbligo di prestazioni di servizio in cambio dell'alloggio.