Pordenone. La consigliera regionale Mara Piccin: "Trieste ha avuto 500 mila euro per una chiesa. Ora tocca a noi" PORDENONE. È corsa contro il tempo per raccogliere i 30 mila euro necessari alla messa in sicurezza del campanile di San Giorgio da dove rischia di cadere la statua. Benefattori dell'ultimo momento non ce ne sono stati. La parrocchia a suo tempo aveva presentato domanda di contributo alla Regione: un eventuale stanziamento "ordinario" sostanzioso, però, potrà avvenire con la manovra di assestamento di bilancio estivo. La consigliere regionale Mara Piccin esorta: la Regione si impegni con urgenza, come aveva fatto a Trieste. A coprire la spesa ponte per smontare la statua potrebbero unire le forze, con la parrocchia, Regione, Provincia e Comune capoluogo. Ma, allo stato, carta scritta non c'è. Pordenone Trieste. «Sul campanile di San Giorgio la giunta regionale si impegni con i fatti e con urgenza. La situazione è tale da non poter attendere i fondi ordinari per la ristrutturazione degli edifici di culto ed eventuali graduatorie». È l'incoraggiamento di Mara Piccin, consigliera regionale di opposizione in merito alla grave situazione che vede la zona intorno al campanile transennata a causa di possibili crolli: «Si tratta di un simbolo per la nostra città e non è pensabile che questa situazione duri a lungo. Siamo vicini all'assestamento di bilancio: si faccia per Pordenone quello che si è fatto ad esempio lo scorso anno per Trieste». Nel luglio 2015 fu «giustamente assegnato un contributo straordinario di 500 mila euro per il rifacimento di una facciata della chiesa di Sant'Antonio taumaturgo a Trieste, fatiscente ma non pericolante. Ora qui siamo vicini a probabili crolli e quindi la situazione di urgenza ed emergenza deve far intervenire la giunta con una cifra congrua a mettere in sicurezza la struttura. Non è pensabile perdere il campanile e non è nemmeno pensabile che la città, da sola, possa sobbarcarsi una spesa di tale entità in un momento economicamente difficile come questo». La parrocchia. In questi mesi, con le offerte, la parrocchia San Giorgio ha raccolto 12 dei 30 mila euro necessari per la messa in sicurezza del campanile. «Non si è fatto avanti alcun benefattore dell'ultima ora», conferma il parroco don Roberto Laurita. La parrocchia, attraverso la Curia, a suo tempo aveva inoltrato domanda di contributo alla Regione per l'importo complessivo dei lavori, 600 mila euro. «Se saranno erogati prosegue il parroco e in che misura, si saprà con la manovra estiva di bilancio». Per accelerare i tempi si sta valutando l'intervento di protezione civile, che ha le caratteristiche dell'urgenza. «L'aspetto emergenziale è quello della rimozione della statua», fa il punto l'assessore ai Lavori pubblici Flavio Moro. Cosa crollerebbe? La torre non è mai stata in pericolo: il muro circolare in pietra ha uno spessore di 1,20 metri. Sono gli interni degradati: alcuni gradini sono pericolosi, altri mancanti, così come non c'è un minimo sistema di protezione. A chiarire in che cosa consiste l'intervento di prima emergenza è l'ingegner Sergio Dell'Anna: «È degradata la parte superiore del campanile, unico in Italia. M olto critica è la stabilità della statua di San Giorgio (che non è di bronzo, ma di ferro e griglia sulla quale sono attaccate delle lamine di rame dello spessore di qualche millimetro), dell'altezza di sei metri e del peso di 5 quintali. È tenuta ferma solo da due pali di ferro arrugginiti». Sarà rimossa utilizzando una gru dell'altezza di 70 metri e attraverso una impalcatura che interesserà solo la parte superiore del campanile: un'operazione "spettacolare", che avverrà tra quattro settimane. Resteranno al loro posto, invece, il globo (3,20 metri di diametro, 6 centimetri di spessore, rivestito con foglie di rame) e i quattro atlanti, tre metri di altezza. «È materiale realizzato in calcestruzzo nel 1914». Poi, occorrerà rifare il castello delle campane (che sono a terra, per sicurezza) risalente ai primi del Novecento.
Pordenone - Campanile di San Giorgio a rischio crollo, sui fondi è corsa contro il tempo
La parrocchia di San Giorgio a Pordenone sta cercando di raccogliere fondi per la messa in sicurezza del campanile, che rischia di cadere a causa di possibili crolli. La parrocchia ha già raccolto 12 dei 30 mila euro necessari, ma non ha ricevuto contributi da benefattori dell'ultima ora. La Regione ha promesso di intervenire con urgenza, come fece a Trieste lo scorso anno, e si sta valutando l'intervento di protezione civile per accelerare i tempi. L'intervento di prima emergenza prevede la rimozione della statua di San Giorgio e la riparazione degli interni del campanile.
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