Le parole dell'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti hanno il sapore del veto. Rientrato da una tre giorni romana, durante la quale ha «riscontrato un'attenzione straordinaria nei confronti del Friuli Venezia Giulia e in particolare di Trieste», Torrenti fa un po' di luce sulle vicende legate alla dimora di Massimiliano d'Asburgo e di sua moglie Carlotta. In ballo c'è la nomina del nuovo direttore del parco, alla quale farà seguito l'attuazione di un masterplan di sviluppo che garantisca ai ventidue ettari di superficie verde un futuro migliore rispetto al recente passato. «Entro il mese di agosto - spiega Torrenti - verranno effettuate le nomine ministeriali. In questo momento viene data priorità all'individuazione di un dirigente centrale, per il quale è stato già avviato un bando internazionale, dopodichè toccherà ai direttori dei dieci musei autonomi presenti sull'intero territorio nazionale, fra i quali rientra anche il sito di Miramare». Un direttore scelto con concorso, un cda e un comitato scientifico di superesperti guideranno il nuovo Museo che avrà la piena autonomia contabile e gestionale Tempi tecnici a parte, sembra avvicinarsi il momento della svolta e della definitiva valorizzazione di quello che viene considerato, numeri alla mano, come il sito turistico trainante dell'intero panorama regionale. Torrenti, nel corso della trasferta romana, ha visto in tre occasioni il ministro del Mibact Dario Franceschini, anche se le questioni triestine sono state affrontate principalmente con il massimo dirigente del ministero, l'architetto Antonia Pasqua Recchia. «Sono molto aggiornati su quanto accade a Trieste - continua Torrenti - . Mi hanno tranquillizzato anche sulla questione della Riserva marina protetta gestita dal Wwf (che a fine dicembre rischiava lo sfratto, ndr), anche se per conoscere nel dettaglio le strategie future che riguarderanno il parco marino bisognerà attendere la nomina del nuovo direttore». Nel frattempo, continua la "remise en forme" dei viali e dei giardini ottocenteschi. La conferma arriva direttamente da Maurizio Anselmi, l'architetto che attualmente è responsabile del Parco. La stagione primaverile, infatti, rappresenta la finestra ideale durante la quale intervenire sugli arredi verdi. «Finalmente possiamo utilizzare le riassegnazioni - spiega Anselmi alludendo agli introiti derivanti dagli ingressi al castello - e proseguire il lavoro di manutenzione e risanamento dell'intera area verde». Una tranche di circa 210mila euro è servita a compiere degli interventi straordinari sul verde e a rifare il La desolazione del parterre, il centrale giardino all'italiana, sembra avere le settimane contate. La preparazione del terreno è terminata lo scorso dicembre e ora che il clima è favorevole verrà messo a dimora il bosso secondo i disegni originali. I lavori di restauro all'interno delle serre, quelle che si affacciano davanti al castelletto dove opera il Wwf, sono terminati ed entro tre mesi verrà sistemata la struttura espositiva che, nello specifico, contribuirà ad animare le serre nuove. È stata sistemata anche l'area adiacente alle serre vecchie, «che era stata ridotta a un immondezzaio». «Abbiamo messo mano a 15mila metri quadri di sottobosco - continua Anselmi - , risistemando il tratto che va da viale dei Lecci al lago dei Cigni e al viale delle Camelie». A rimetterci le foglie, nel corso di questi interventi, sono state le piante infestanti, ailanto e palme in testa. In questo modo è stata ridata luce all'intera area, consentendo ai visitatori di spaziare con la vista dal lago ai viali e viceversa. «Sono stati tagliati gli alberi pericolanti - così l'architetto - e difatti la recente bora non ha fatto danni. Con una gara annuale è stata individuata la ditta che si occuperà di mettere a dimora le fioriture nei prossimi mesi». Per questi ultimi lavori verrà utilizzata una seconda tranche di fondi, pari a circa 290mila euro, che servirà anche a effettuare degli interventi di ristrutturazione nei bagni, ora chiusi, che si trovano alle spalle del giardino all'italiana. «Un'attenzione particolare verrà dedicata al piazzale che si apre davanti al castello - sottolinea Anselmi - . Gli studi storici raccontano di un disegno del verde diverso da quello attuale. È nostra intenzione riproporlo».