L'AQUILA - Spunta il cimitero longobardo dei bambini nel sito archeologico di Amiternun. La scoperta è stata fatta alla fine della campagna di scavi del 2015, ma resa nota solo ora. Gli archeologi guidati dal professor Fabio Redi, docente di Archeologia Medievale nell'Ateneo aquilano, stanno analizzando le sepolture prima di riprendere la campagna archeologica prevista alla fine del mese di maggio. Le sei tombe infantili sono state rinvenute nei pressi di quella che è stata definita la basilica di Amiternum che ha avuto diversi periodi di edificazione. Si trovano poste accanto ad essa dei pali di legno che dovevano essere le basi di una sorta di tettoia realizzata proprio a protezione del piccolo cimitero. «Nell'ultima fase della campagna di scavi - ha spiegato il professor Redi - Abbiamo rinvenuto l'alloggiamento dei pali in legno di strutture di quattro strutture diverse: due curvilinee che potrebbero essere essere di riqualificazione dei recedenti battisteri e altre due relative a costruzioni diverse ubicate sempre nei pressi della cattedrale». Al periodo distruttivo dei Longobardi segue una fase di abbandono del sito, alla quale dopo 50 anni subentra la realizzazione della terza versione a tre navate della cattedrale (del Settimo secolo). Le quattro costruzioni in legno sono scansionate nell'Ottavo secolo: «Due corrispondono ad una rifunzionalizzazione dei fonti battesimali e due facevano riferimento ad una sorta di portico costruito nei pressi dell'abside della chiesa per proteggere una serie di sepolture infantili del settimo, ottavo secolo a ridosso della grande basilica».
Il cimitero dei bambini: un'altra scoperta ad Amiternum
Gli archeologi hanno scoperto un cimitero longobardo dei bambini nel sito archeologico di Amiternun. Le sei tombe infantili sono state rinvenute accanto alla basilica di Amiternum, che ha avuto diversi periodi di edificazione. I pali di legno trovati nei pressi della basilica sembrano essere stati utilizzati per proteggere il cimitero. Le strutture in legno sono state scansionate e si pensa che corrispondano a una rifunzionalizzazione dei fonti battesimali o a una sorta di portico costruito per proteggere le sepolture infantili. La scoperta è stata fatta alla fine della campagna di scavi del 2015, ma resa nota solo ora.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo