ALL'EUROPA, il ristorante dei vip, la lavagnetta che segnala l'aragosta alla Catalana del menù è preceduta da un altro cartello: "Ponteggi in allestimento". Nel salotto buono della città, il ritrovo degli artisti, la "dépendance" del vicino Teatro Carlo Felice, il sottofondo, nell'ora di pranzo, è il basso continuo dei trapani. Sì, perché la Galleria costruita tra il 1870 ed il 1880 sull'esempio dei passages di Parigi e della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, gioiello che corre parallelo alla lussuosa via Roma, dove è prevista a breve l'apertura di due marchi prestigiosi come Vinicio e Michaer Kors, è fasciata di imbragature. Impacchettata da più di un anno. E i commercianti puntano i piedi: «Abbiamo già registrato una flessione di clientela sospira Salvatore Pisano, il presidente del Civ Carlo Felice. Capiamo che sono lavori necessari. Ma non vorremmo che andassero per le lunghe più del dovuto. Come i ponteggi del lato della galleria che affaccia su Largo Merlo: fermi da undici anni». Sì: perché la Galleria dai mosaici firmati da Francesco Somaini, è "tappata" anche dall'altro lato. A bloccare i lavori, un contenzioso aperto, ripetuti fallimenti delle ditte che dovevano svolgere la ristrutturazioni. Il risultato sono imbragature, teli bianchi, e locali che lavorano "in incognita": semi-nascosti ai passanti. Filleo è il bar degli aperitivi amato dai più giovani. Eppure, il dehors è deserto. All'ingresso della Galleria, alzando gli occhi, il cartello bianco annuncia: "Galleria Mazzini: Risanamento del tamponamento lato Carlo Felice (piazza Labò) e delle gronde interne alla Galleria". L'inizio lavori è scritto nero su bianco: sette gennaio 2015. La durata prevista è di 570 giorni. Ne sono già passati quasi 400. «Uno scempio scuote la testa una dipendente di Filleo e non abbiamo avuto alcuno sconto di tasse, nonostante i tavolini fuori siano praticamente inutilizzabili. I negozi non si vedono nemmeno più, i turisti passando non si fermano. Siamo molto preoccupati, organizziamo eventi, per noi questo è un grave danno ». Più avanti, da Gb Gallery sospirano: «I pali delle impalcature portano degrado. I cani si fermano a fare la pipì. Vergognoso». Salvatore Pisano è il presidente del Civ Sestiere Carlo Felice. Fa strada lungo questo passaggio di 190 metri sormontato di vetrate, mostra la bellezza dei lampadari ottocenteschi, la finezza del pavimento. «Quando i lavori sono iniziati, eravamo consapevoli della loro necessità, e bisogna riconoscere che abbiamo avviato con il Comune un percorso condiviso racconta il problema è che, una volta iniziati, sono emersi altri problemi e la necessità di nuovi e ulteriori interventi: questo ha sfasato la previsione di tempi e costi. Ma quello che ci preoccupa è che la copertura finanziaria per proseguire i lavori non ci sia. E pensare che uno spazio come Galleria Mazzini è una fortuna per una città italiana, un museo a cielo aperto. Se tutto andrà bene le imbragature resteranno ancora due anni, temiamo che i turisti e i visitatori ci frequentino meno. E questo ci fa rabbia: i turisti si stupiscono che uno spazio come questo non sia valorizzato, andrebbe inserito nei percorsi artistici della città. E pensare che nessuna amministrazione prima di questa aveva fatto manutenzione fin dalla fine dell'Ottocento!». D'altro canto, il Comune rivendica un intervento che nessuno appunto - aveva mai iniziato. «Sono stanco di questa città sospira l'assessore ai Lavori Pubblici Gianni Crivello, nell'apprendere il malcontento dei commercianti - noi siamo la prima amministrazione che ha deciso di investire su Galleria Mazzini, e stiamo parlando di lavori complessi, con i vincoli della Sovrintendenza. Abbiamo investito un milione e 300 mila euro nel bilancio del 2013. Quando abbiamo approfondito le prime operazioni ci siamo trovati davanti una situazione non certo brillantissima: era necessaria una messa in sicurezza. E infatti, nel prossimo bilancio che approveremo nel 2016, stanzieremo altri 400 mila euro per garantirla. Capisco la preoccupazione dei commercianti, ma noi stiamo procedendo. Piuttosto, pensiamo a cosa sarebbe potuto succedere senza questi lavori». Intanto, gli operai vanno avanti con il loro basso continuo. Al ristorante Europa, nell'ora di pranzo, tengono chiuso il vetro del dehors.«Certo, prima c'erano cornicioni pericolanti, spesso pioveva dentro riflette il titolare Franco Ardoino, presidente di Ancestor Confesercenti ma i disagi sono tanti. Chiediamo garanzie al Comune, un'accelerazione dei lavori. Non è possibile che in un gioiello come questo si verifichino situazioni di degrado simili, portate dai ponteggi. Spesso noi commercianti siamo troppo bravi, sopportiamo tutto. Ma c'è un limite. Non infinito».
Galleria Mazzini prigioniera del cantiere commercianti in rivolta
La Galleria Mazzini, un luogo storico e turistico di Genova, è stata chiusa per lavori di ristrutturazione e manutenzione per oltre un anno. I commercianti e i proprietari dei locali lamentano la perdita di clientela e di entrate, a causa della chiusura e delle imbragature che bloccano l'accesso. Il Comune di Genova afferma di aver iniziato un percorso di ristrutturazione condiviso con il Civ Carlo Felice, ma i tempi e i costi sono stati sfasati. I lavori sono stati bloccati da un contenzioso e da fallimenti delle ditte che dovevano svolgere la ristrutturazione. I commercianti chiedono garanzie al Comune e un'accelerazione dei lavori.
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