La dimora del barone Gabriele Judica a Palazzolo Acreide era una delle tappe più ambite dai viaggiatori del Grand tour in Sicilia. La magnificenza dei vasi policromi, delle statue, dei bronzi, dei corredi funerari, e delle monete antiche esposte nel palazzo-museo del nobile che, nel 1809, aveva riportato in luce l'antica Akrai, era ormai nota in tutta Europa. La sua passione, l'archeologia, fu così intensa da lasciarlo povero in canna costringendolo a vendere tutti i suoi grandiosi averi per continuare a scavare nel sito della colonia fondata dalla Siracusa greca dove rinvenne anche il Teatro greco che ospita oggi spettacoli classici. Nel 1829 la collezione Judica contava 2.847 reperti che furono poi dispersi dagli eredi fino a quando, nei primi anni del Novecento, uno dei discendenti del barone,rimise insieme alcuni oggetti che la Soprintendenza acquistò poi in vari lotti e che, da un anno, sono in mostra tra le sale del Museo archeologico regionale allestito a palazzo Cappellani, nella centrale via Italia di Palazzolo. Un luogo sospeso nel tempo, dove sono esposti reperti dall'età preistorica a quella bizantina, pezzi della memoria più antica di Akrai, Kasmene e Leontinoi che il barone raccolse durante la sua vita di mecenate appassionato. Al primo piano si snodano le sale dedicate alla preistoria con monili e spille usati per adornare le vesti delle donne, asce da guerra e utensili ta tavola. Al centro del cortile una iscrizione in greco in cui sono indicati i luoghi del mercato dell'antichità ma che svela il paesaggio e la toponomastica di Akrai menzionando monumenti, strade e alcuni villaggi dell'epoca. Oggetti provenienti da tombe e perfettamente intatti, e poi vasi greci tra cui alcuni di eccelsa fattura e altri provenienti da Corinto e Atene: una collezione unica di contenitori per vino, derrate alimentari, unguenti e profumi. In mostra anche statuette ed ex voto di santuari antichi e lucerne di età bizantina. Il museo è oggi visitabile gratis, da martedì a sabato (dalle 9 alle 19) in attesa di essere inserito in un tour che comprenda il Teatro greco e l'area dei Santoni dell'antica Palazzolo che Judica riscoprì.