Il giardino della Guastalla è davvero bello. Anche solo attraversarlo di fretta, anche solo per assaggiare la primavera con lo sguardo, tra l'acero argentato, l'orniello e gli altri 180 alberi di 41 specie. Appartata nell'angolo su via Francesco Sforza, c'è un edicola del '600 che custodisce un gruppo scultoreo in terracotta policroma: «La Maddalena penitente assistita dagli angeli». Nella finta roccia, risaltano le sue lunghe chiome sciolte e tre angioletti, uno tra le nuvole, uno senza testa, l'altro senza piede, per sfregio e incuria. Pure le mani della santa sono mozzate. La targa informativa è stata rimossa (tanto c'è Google). Peccato. Sul lato opposto, per fortuna, il tempietto neoclassico del Cagnola, è stato ripulito dalle scritte idiote. All'esterno, all'angolo tra le vie Guastalla e San Barnaba, ci sono anche il dipinto della Madonna del baldacchino e la fontana del mascherone, in pietra vicentina. La primavera, intanto, si sistema nel giardino e lo rende un incanto.