Nella 17esima edizione impegnati oltre 62 specialisti Non si sa dove volgere lo sguardo, presi d'assalto dallo splendore dell'arte e dall'incanto dalle sue più diverse espressioni: dietro ogni opera, una storia. Visitare la mostra «Restituzioni. La bellezza ritrovata», allestita fino al 17 luglio alle Gallerie d'Italia di piazza Scala, è un viaggio a ritroso nel tempo, una caccia al tesoro attraverso i secoli, una girandola di rivelazioni. Ma che cos'è «Restituzioni»? È un programma di restauro di opere che appartengono al patrimonio artistico pubblico curato e promosso da Intesa Sanpaolo, nato nel 1989 come iniziativa locale in Veneto e poi cresciuto in modo esponenziale in tutto il Paese e oltre. «Si tratta di un fenomeno unico al mondo sottolinea Carlo Bertelli, che con Giorgio Bonsanti ha curato l'esposizione . Un progetto che dura da 27 anni per un totale di oltre 1.000 opere restituite, sempre in base alla collaborazione con le Soprintendenze che operano loro stesse proposte e scelte ragionate dei pezzi da sottoporre a restauro. Non dunque una sponsorizzazione ad effetto, ma un serio lavoro scientifico sul territorio, ascoltandone le autentiche necessità. In più un'occasione di studio, che spesso porta a preziose scoperte e novità». Conferma Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo: «Il nostro patrimonio artistico non è costituito solo dai capolavori che hanno segnato l'evoluzione dell'arte, ma anche da innumerevoli opere meno conosciute, custodite dalle comunità locali nei centri minori: opere la cui fragile bellezza è spesso minacciata. Per ovviare al rischio di perdite irrimediabili Intesa Sanpaolo ha investito risorse, competenze ed energie attraverso il progetto "Restituzioni", in collaborazione con gli enti ministeriali preposti alla tutela del patrimonio italiano». A cadenza biennale la banca dà conto al pubblico di quanto si è realizzato con una mostra: quella attuale, la 17esima edizione, si presenta particolarmente ricca. Quarantasei gli enti proprietari coinvolti (che hanno il vincolo di esporre poi al pubblico i pezzi «salvati»), 62 i restauratori impegnati, 60 gli studiosi che hanno steso le schede in catalogo, 145 manufatti ripristinati in 12 regioni. Per la prima volta quest'anno anche un'incursione all'estero: sono stati risanati tre grandi rilievi lignei settecenteschi del Monte Calvario di Banska' Stiavnica, una sorta di Sacro Monte che versa in precarie condizioni in Repubblica Slovacca. Per la prima volta inoltre la rassegna si svolge a Milano, negli spazi storici delle Gallerie d'Italia, e ospita al suo interno un vero laboratorio di restauro: come in un puzzle vi si sta ricostruendo un affresco del XII secolo in frammenti, dalla chiesa milanese di San Pietro all'Olmo. Ma veniamo alle opere: la più antica è una statua devozionale dell'Antico Egitto da Bologna, 1200 avanti Cristo, la più recente la tela «Madre e figlio» di Carlo Carrà in piena fase metafisica, 1917, dalla Collezione Jesi di Brera. Nel mezzo c'è il mondo: mosaici, dipinti, bassorilievi e sculture in materiali diversi, arredi e paramenti sacri, straordinari oggetti di raffinatissima arte decorativa, spesso accompagnati da video che illustrano il lavoro eseguito. Non mancano celebri capolavori, come il «Ritratto di Cavaliere di Malta» di Caravaggio, 1608, Palazzo Pitti: un'operazione di semplice pulitura, che tuttavia ha riportato in luce lo splendore dei bianchi e l'illuminazione radente del volto di un intenso naturalismo. Poi c'è il «Cristo risorto» di Rubens, sempre Pitti, carnale nel suo michelangiolismo, con il rosso brillante del panno a esaltare l'incarnato. E poi l'«Adorazione» campestre del Lotto, la «Crocifissione» di Perugino con la Vergine in lacrime, la sofisticata «Annunciazione» del manierista Mazzola Bedoli. Tra le sculture il vibrante «Cavaliere Marafioti», forse un Dioscuro, raro pezzo fittile di produzione della Magna Grecia, o la «Madonna col Bambino» in legno policromo da L'Aquila, commovente nella sua medievale bellezza.
I Monuments Men moderni che rivitalizzano il patrimonio
La mostra "Restituzioni. La bellezza ritrovata" alle Gallerie d'Italia di piazza Scala è una caccia al tesoro attraverso i secoli, una girandola di rivelazioni. Il progetto "Restituzioni" è un programma di restauro di opere che appartengono al patrimonio artistico pubblico curato e promosso da Intesa Sanpaolo. Il progetto è iniziato nel 1989 e da allora è stato realizzato il restauro di oltre 1.000 opere. La mostra presenta quarantasei enti proprietari, 62 restauratori e 60 studiosi che hanno steso le schede in catalogo. La mostra si svolge a Milano e ospita un vero laboratorio di restauro.
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