L'ha redatto un'equipe coordinata da Franco Pachi e Paolo Galluzzi. L'occasione: le celebrazioni galileiane del 2009. Il progetto per costruire la "torre delle stelle "a 2 passi da Arcetri. «La Torre delle Stelle». Potrebbe essere questo il nome del nuovo Museo dell'Universo. La parola «museo» è troppo statica, poco adatta al complesso e alle funzioni che dovrà svolgere. Un nome che evoca la sede, l'antico castello della Torre del Gallo, a cento metri dall'Osservatorio astronomico di Arcetri e a trecento metri dalla Villa il Gioiello, ultima dimora di Galileo Galilei. L'occasione per realizzare il museo è la data del 2009, quando tutta la comunità scientifica internazionale celebrerà l'anno dell'astronomia e i 400 anni dell'anniversario delle prime osservazioni astronomiche con il cannocchiale effettuate da Galilei. Una scadenza che Firenze si appresta a onorare con il dovuto rilievo, non solo con convegni e mostre, ma con la realizzazione di un nuovo e moderno «Science Center» dedicato alla divulgazione della cultura scientifica contemporanea. Del progetto ormai si parla da tempo ed è già stato presentato lo studio di fattibilità, promosso dal Piano strategico e finanziato dalla Camera di Commercio di Firenze e redatto da un équipe coordinata da Franco Pacini dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri e dal direttore del Museo della Scienza, Paolo Galluzzi. Ecco mappe, disegni e planimetrie del futuro centro scientifico (la cui gestione si prevede affidata ad una Fondazione) che non sarà un doppione dell'Istituto e Museo della scienza, perché giocherà tutte le sue carte sulla strumentazione contemporanea più avanzata. Eccola torre che svetta sull'edificio del castello che ospiterà locali con la caffetteria, il bookshop, la biblioteca, gli uffici per una trentina di dipendenti, gli spazi espositivi per gli strumenti e per le mostre al piano terreno, i laboratori sotterranei. All'esterno: la cupola del planetario per la visione del cielo stellato e per approfondire i fenomeni astronomici è immersa nel verde del parco. Sempre qui saranno attrezzati modelli di astri, telescopi, exhibit per ricreare emozioni come cadere in un «buco nero», volare verso una galassia o camminare su Marte. Reale e virtuale per toccare il cielo, a portata di mano per il grande pubblico, le scuole, gli insegnanti e gli astrofili che potranno familiarizzare con l'universo. Sarà così? Franco Pacini racconta la sua«Torre delle stelle» immaginando la visita di una famiglia. «Ingresso al complesso (3 ettari di parco) dal viale, per imbattersi nella costruzione di un modello della nostra galassia, oppure in un'antenna puntata verso il cielo e che riceve segnali cosmici, tipo bip-bip intermittenti, o in un telescopio in funzione» spiega. Prime esperienze di contatto con l'universo, che grazie ai nuovi strumenti appare vicino. «In una saletta poi, si potrà osservare l'invisibile: che siamo continuamente bombardati da particelle provenienti dallo spazio, i raggi cosmici. Oppure osservare pianeti e stelle utilizzando in tempo reale un telescopio remoto dall'Arizona o dall'Australia. E anche le scuole di tutta Italia potranno utilizzare a distanza i telescopi di Arcetri» prosegue l'astronomo. Il planetario (con al massimo 150 posti), regala l'emozione di toccare con lo sguardo l'infinita-mente piccolo in dimensione macroscopica. Il cielo e suoi misteri non si possono toccare, ma possono diventare incontro ravvicinato di esperienza, gioco e conoscenza. «Sarà questo il nuovo museo, innanzitutto un parco attrezzato, come quello che ho visitato recentemente in Finlandia. Lì lo hanno chiamato «Eureka» ed è pieno di giochi, con gallerie del vento, pompe d'acqua, strani tunnel in filo di ferro che sembrano labirinti in cui è facile entrare ma complicato uscirepropone Pacini II problema, certo, sono i costi, ma prima si attrezza parte del parco e si realizza il Planetario. Solo dopo si farà il restauro vero e proprio della Torre e delle sue strutture..». Ecco l'altra grande sfida del progetto: le risorse finanziarie. Il piano di fattibilità è ben dettagliato. Prevede un investimento totale di 45 milioni di euro. Entro il 2009 ne servono circa la metà per non mancare l'appuntamento con Galileo: «Abbiamo stimato circa 100 mila visitatori all'anno, circa 300 persone al giorno che si dirigono nella zona, che ammirano il panorama e si misurano con le conoscenze dell'universo. I fondi li troveremo, spendendo i nomi di Firenze, la Toscana e Galilei puntualizza Pacini Non si tratta di realizza- re una struttura moderna dedicata semplicemente alla «Scienza divertente»: laTorre del Gallo è un investimento sul futuro, un centro che richiamerà pubblico da tutto il mondo, una struttura a disposizione delle scuole per sviluppare l'interesse dei giovani verso la scienza e l'innovazione». Insomma il nuovo museo metterà al primo posto l'informazione e la divulgazione astronomica per l'appuntamento di Firenze con le celebrazioni galileiane. Una tappa fondamentale, che città come Barcellona, Atene, Boston, New York, San Francisco, Amburgo, Valencia, Londra e Parigi hanno già realizzato da tempo.
Museo dell'Universo sui colli di casa
Un gruppo di scienziati ha presentato un piano per costruire un nuovo museo dedicato all'astronomia a Firenze, in onore dell'anniversario delle prime osservazioni astronomiche con il cannocchiale effettuate da Galileo Galilei. Il museo, chiamato "Torre delle Stelle", sarà situato nel castello del Gallo, a cento metri dall'Osservatorio astronomico di Arcetri. Il progetto prevede la costruzione di un complesso di 3 ettari di parco, con spazi espositivi, laboratori, un planetario e un telescopio. Il museo sarà gestito da una Fondazione e sarà aperto al pubblico, con l'obiettivo di divulgare la cultura scientifica contemporanea.
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