II cardinal Re ha accompagnato il ministro nella visita: il sito è un investimento per il futuro dei camuni Cavalli: "Grazie al patrimonio culturale si potrà rilanciare anche l'intera economia" Un evento oggi, una grande occasione domani e negli anni a venire. La cerimonia di inaugurazione del Parco di Cividate camuno ha confermato che la Valcamonica ha tutti i numeri per brillare nel firmamento dei siti archeologici europei. Lo hanno ribadito all' unisono gli amministratori locali, il ministro Giuliano Urbani, i politici. Tutti d'accordo su un punto: si tratta di una scommessa per l'intera valle. Il turismo storico è già una realtà, come dimostrano le migliaia di visitatori delle incisioni rupestri, e l'attenzione del pubblico è in continua crescita. Ora, unendo preistoria, età imperiale e medioevo, la Valcamonica può fare il salto di qualità ed entrare a pieno titolo nel circuito nazionale e internazionale della cultura. Nessuno ha voluto mancare all'inaugurazione di ieri, il cardinale Giovanbattista del Re ha fatto gli onori di casa, guidando il ministro Urbani fra i camminamenti del sito romano. C'è stato spazio anche per una battuta. Avvicinandosi all'entrata dell'anfiteatro, il porporato ha sospirato: «Finalmente un po' di Roma anche in Valcamonica». Nel corteo che ha visitato in anteprima il parco c'erano tutti i volti noti della politica provinciale: i consiglieri regionali Germano Pezzoni e Margherita Peroni, gli assessori provinciali ErmesBuffoli e Corrado Scolari, il presidente Alberto Cavalli, i due parlamentari del collegio camuno, ildeputato Davide Caparmi e il senatore Guglielmo Castagnetti, il prefetto di Brescia Annamaria Cancellieri. E ancora, insieme a alcuni sindaci della zona, l'assessore alle Culture e Identità della Regione, Ettore Albertoni, il Soprintendente archeologico dottar Ardovino, il presidente della Comunità montana Giampiero De Toni e quello del Bim Edoardo Mensi. Durante la visita al sito, il ministro non ha nascosto gli elogi agli architetti che hanno curato i lavori di restauro. Guardando le due tettoie che coprono alcuni dei resti si è complimentato per «la delicatezza del me-do con cui si è lavorato e i materiali discretissimi utilizzati». Poi, una volta completato il giro, ha aggiunto: «Quando le testimonianze star iene vengono conservate bene e riportate alla luce in questo modo - ha spiegato Urbani - diventa molto più semplice promuoverle e farle conoscere alla gente. In luoghi come questi è facile sbagliare. Invece quel che vediamo denota una grande cura di tutti coloro che hanno partecipato a questo recupero». Ammirato dalla grandezza del passato imperiale, Urbani non ha rinunciato a qualche «mea culpa» collettivo: «Guardando questo sito - ha sottolineato - si capisce che i Romani erano davvero un popolo dalle grandi capacità. Quando pioveva su queste strutture, in poche ' ore erano completamente a posto grazie al sistema di drenaggio perfetto. Noi non siamo sempre così, basta pensare agli stadi italiani. Dall'archeologia possiamo cogliere elementi fondamentali anche per l'attualità». Quanto alla dimensione futura, il ministro ha precisato: «Sono certo che nel giro di un paio d'anni questa apertura si ripercuoterà in maniera positiva sul turismo e sugli abitanti. Questo è il mio augurio alla gente di Cividate». «Siamo tutti convinti - ha aggiunto il cardinale Giovanbattista Re - che il mondo è cominciato con noi senza pensare a quel che c'è stato prima, ma oggi abbiamo potuto fare un salto a ritroso di 2000 anni, quando Cividate aveva un'importanza fondamentale per tutta la valle. Ora questo paese è moderno e tende a un rinnovamento ma il mio invito è quello di basarsi sempre ) sui valori autentici che hìu» i no segnato il passato». Alberto Cavalli, presidente della Provincia, ha analizzato l'apertura del parco nella sua globalità: «La valle - ha detto - ha bisogno di rinnovare la sua vitalità economica ed è in grado di ripartire dal suo patrimonio culturale. Forte delle sue tradizioni, la Valcamonica può tornare a essere una delle capitali dell'economia italiana». Il concetto, sottolineato anche da Francesco Gelfi, ha praticamente messo d'accordo tutti e strappato qualche rassicurazione in più. Ad esempio quella dell'assessore Ettore Albertoni, che ha chiuso il suo saluto dicendo: «Su questa strada la Regione è con voi e non vi lascerà mai soli». Ogni promessa è debito.