Un recupero non impossibile, dunque, quello che il Gat si prefigge di portare avanti per i prossimi anni anche se, per il momento, non paiono esservi progetti di ristrutturazione da parte degli enti pubblici. «Attualmente non c'è nessuna idea a riguardo», conferma anche il sindaco Arturo Cerulli. L'Argentario però, da secoli, mette in mostra tutto il suo repertorio di fortezze spagnole e torri di avvistamento. Alcune, nonostante l'usura del tempo, restano in buone condizioni. Altri, invece, appaiono come ruderi demoliti dalle guerre. Non è facile tenere questo antico patrimonio in condizioni ottimali, anche perché per ognuna di esse esistono numerose variabili. Alcune di queste sono situate nelle proprietà private sparse per il promontorio, mentre altre si trovano in punti impervi raggiungibili attraverso sentieri seminascosti dalla macchia mediterranea. Le decisioni comunque rimangono in capo alla Soprintendenza per i beni artici e storici di Siena. Facendo un giro per le torri del promontorio, tante sono quelle che, per un motivo o per un altro, non si trovano nel loro stato originario. «Molte sono diroccate già dal '700 - spiega lo storico Danilo Terramoccia - Ci sono dei documenti che ne parlano, perché durante il periodo dello Stato dei Presidi c'è stata la guerra di secessione che ha coinvolto anche l'Argentario. Tra queste, possiamo certamente ricordare quella di Capodomo, di Cala Moresca e della Cacciarella. Altre, come la torre di Santa Liberata (fatta saltare dai tedeschi), sono state distrutte invece durante la Seconda Guerra Mondiale, nei bombardamenti del 22 maggio 1944». (a.c.)
MONTE ARGENTARIO Una ricchezza distrutta dalle guerre e dal tempo
Il promontorio di Argentario, in Toscana, è ricco di fortezze spagnole e torri di avvistamento. Alcune sono in buone condizioni, mentre altre sono state danneggiate dalle guerre. La Soprintendenza per i beni artici e storici di Siena ha il compito di tenere in condizioni ottimali questo patrimonio. Lo storico Danilo Terramoccia spiega che molte torri sono state danneggiate già nel '700, durante la guerra di secessione, e altre sono state distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale. Il sindaco di Grosseto, Arturo Cerulli, conferma che non ci sono progetti di ristrutturazione per il momento.
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