Consigli utili per rientrare in possesso di quadri e mobili rubati e per non fare acquisti "pericolosi" Contro i furti delle opere d'arte custodite nelle abitazioni private scendono in campo i carabinieri del Comando provinciale che, in collaborazione con i colleghi della "Tutela patrimonio culturale" di Palermo, ieri mattina hanno reso noti alcuni consigli utili per censire, in maniera autonoma, gli oggetti preziosi (mobili, tele, monili) che ogni cittadino potrebbe custodire nella propria abitazione. «Tale censimento - ha evidenziato nel corso di un incontro con la stampa il tenente Giuseppe D'Aveni, comandante del "Radiomobile" - consentirà, in caso di furto, di inviare alla nostra banca dati sia la fotografia dell'opera rubata che la sua "storia". L'opera sarà così subito inserita in un elenco nazionale e potrà essere "intercettata" qualora i ladri tentassero di immetterla sul mercato nero sia attraverso canali privati, sia attraverso an-tiquari compiacenti, sia vendendola nei mercatini bisettimanali che ormai si svolgono, con regolarità, in quasi tutte le città italiane e in giorni prestabiliti». «I furti - ha proseguito l'ufficiale - sebbene in calo, rappresentano comunque una minaccia costante al patrimonio culturale italiano poiché spesso sono indirettamente "aiutati" dalla totale mancanza di documentazione o dalla incompleta ca-talogazione delle opere d'arte. A questo bisogna aggiungere l'inadeguatezza, e troppo spesso l'assenza, dei sistemi di allarme installati a protezione di appartamenti e ville». Ma cosa fare in caso di acquisto di beni culturali e come comportarsi in caso di furto? Nel primo caso bisogna diffidare dei "facili acquisti": un prezzo non congruo può infatti essere indice di u-na provenienza sospetta o di dubbia autenticità. Una volta individuata l'opera di interesse è bene consultare gli archivi d'autore per rendersi conto delle reali quotazioni di mercato. Pretendere, inoltre, così come peraltro prevede la legge (articolo 64 del decreto legge 422004) il rilascio, da parte del venditore, della copia fotografica dell'opera o dell'oggetto, con retroscritta la dichiarazione di autenticità e indicazione della provenienza, recanti la sua firma. Una volta a casa è bene quindi fotografare l'opera e custodirne le riproduzioni in luogo diverso da quello in cui si trovano le opere. A questo punto è opportuno compilare il "documento dell'opera d'arte". «Si tratta - ha sottolineato il tenente D'Aveni - di un modulo, elaborato appositamente dal "Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale" (è possibile scaricarlo dal sito internet www.regione.sicilia.itbe-niculturalidirbenicultinfoinfo.html) nel quale si devono riportare i dati identificativi essenziali di qualsiasi bene d'arte (oggetto, autore, e-poca, tecnica e materiale, dimensioni, titolo e descrizione, fotografia). Una sorta di archivio fotografico che, è il caso di ribadirlo, è necessario che venga custodito in un luogo sicuro poiché in caso di furto sarà grande aiuto alle forze dell'ordine per il successivo recupero di quanto trafugato. È bene poi effettuare il pagamento delle opere d'arte appena acquistate servendosi preferibilmente dei servizi bancari (come bonifico o assegno circolare non trasferibile) e non usando denaro contante, in modo da poter conservare la documentazione della transazione effettuata». Ma come comportarsi in caso di furto di opere mai censite dal proprietario? «Anche in questo caso - ha evidenziato il tenente D'Aveni - è possibile rintracciare l'opera. Lo si può fare cercando di procurarsi riproduzioni fotografiche di quanto a-sportato consultando album di famiglia dove potrebbe essere stato "immortalato", anche se non in primo piano, l'oggetto rubato,.