La realizza in questi giorni William Kentridge. Un monumentale intervento site specific ispirato ai trionfi e ai lamenti della Città Eterna. L'artista sudafricano sarà ospite il prossimo 11 aprile della rassegna "Il gioco serio dell'arte" promossa da Il Gioco del Lotto Eroi e dannati, icone e imperatori, ci sono tutti i personaggi che hanno fatto la storia di Roma nella monumentale opera di William Kentridge che verrà inaugurata il prossimo 21 aprile, in occasione del Natale di Roma. Ottanta personaggi escono dall'ombra dei muraglioni del Lungotevere e si snodano per 550 metri lungo il fiume di Roma, da Ponte Mazzini a Ponte Sisto. Ispirandosi alla tecnica dello stencil, l'artista sudafricano utilizza l'idropulitrice al posto della vernice: così la patina biologica depositata sulla superficie viene scalfita lasciando emergere le creature di Kentridge. La Cappella Sistina dei murales, così molti critici hanno definito questo "Triumphs and Laments", che promette di riaccendere i riflettori sull'area del Lungotevere pur destinando la fine della sua gloria al trascorrere del tempo. L'opera svanirà con la graduale ricomparsa della patina grigia che coloro i muraglioni. Da qui emergeranno, per il tempo che il tempo vorrà lasciare loro vivere, le enormi figure quasi 10 metri di altezza di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi, di Remo raffigurato nel momento della sua morte e di Pasolini morente, ma anche di Mussolini, saluto fascista e cavallo. Ci sono anche Michelangelo, la Santa Teresa, Giulio Cesare. C'è il bombardamento su San Lorenzo. Ci sono le gioie e i dolori, i trionfi e i lamenti appunto di una città. "Ogni storia ha una sua parte negativa o di vergogna. Ogni trionfo corrisponde a un lamento, alla sconfitta di qualcun altro", spiega così Kentridge il suo site specific, una delle opere di street art più grandi al mondo. Artista, regista teatrale e di film di animazione, William Kentridge non è nuovo ai grandi trionfi. Nato a Johannesburg da famiglia ebraica, Kentridge sviluppa un immaginario artistico che risente del dramma della segregazione razziale e che si ispira tanto ai quadri di Goya e di Hogarth quanto alle pellicole dell'Espressionismo tedesco e ai film di S.M. Ejzentejn. Si è servito del disegno a pastello e del carboncino per i filmati d'animazione, rivelando innovative capacità tecniche. Della sua ricca attività teatrale si ricordano i lavori svolti in collaborazione con la Handspring Puppet Company, tra cui Il ritorno d'Ulisse e la regia de Il flauto magico di W.A. Mozart. Kentridge ha partecipato a manifestazioni internazionali quali le Biennali di Venezia, Istanbul, Johannesburg, L'Avana, Shanghai. Numerose mostre l'hanno visto protagonista nei più prestigiosi musei del mondo. Ora approda a Roma e sarà possibile incontrarlo lunedì 11 aprile alle 18 e 30 a Palazzo Barberini per il quarto appuntamento de "Il Gioco serio dell'Arte" voluto da Il Gioco del Lotto. Ospite di Massimiliano Finazzer Flory, Kentridge dialogherà sul tema dei migranti, argomento scelto per l'edizione 2016 della manifestazione. "Ci sono proprio i concetti di differenza e squilibrio, all'origine del fenomeno delle migrazioni, della fuga, della ricerca di possibili scenari esistenziali. E l'arte gioca in questa dinamica un ruolo che non è solo di descrizione, ma appello etico, di invito alla storia e all'azione", spiega Finazzer, anticipando alcuni argomenti sui quali si confronterà con Kentridge.
Quella Cappella Sistina sulle sponde del Tevere
William Kentridge, artista sudafricano, sta realizzando un intervento site specific ispirato ai trionfi e ai lamenti di Roma. L'opera, intitolata "Triumphs and Laments", sarà inaugurata il 21 aprile a Roma e seguirà la storia della città attraverso 80 personaggi, tra cui imperatori, eroi e personaggi storici. L'artista utilizza la tecnica dello stencil e l'idropulitrice al posto della vernice per creare una patina biologica che emergerà dopo il tempo. L'opera sarà visibile per 550 metri lungo il fiume di Roma, da Ponte Mazzini a Ponte Sisto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo