Nell'articolo "Per la Soprintendenza una frettolosa riforma", apparso domenica 3 aprile a firma del Comitato per la Bellezza, sono contenute alcune inesattezze rispetto a quanto dichiarato in un'intervista sempre a "Repubblica" da Francesco Prosperetti, Soprintendente per l'Area Archeologica di Roma. Nell'intervista Prosperetti non ha espresso alcuna valutazione sui funzionari responsabili dei siti e musei della Soprintendenza e neppure sui musei romani. Ha invece parlato in generale dei musei italiani, poiché ridurre il dibattito sulla Riforma a questione di campanile appare incongruo e, spiace dirlo, provinciale. Le figure professionali che nei musei di tutta Europa e del Mondo lavorano nella promozione e valorizzazione non sono presenti, salvo rarissime eccezioni, negli organigrammi dei musei statali italiani: parliamo di esperti in gestione, fund raising, comunicazione, e così via. Ne consegue che i funzionari preposti al funzionamento dei musei italiani si sono spesso trovati a fronteggiare problematiche che esulavano dalla loro specifica preparazione. Se la riforma riuscirà a ovviare a questa annosa lacuna, sarà un passo avanti. Per quanto riguarda il Parco Archeologico dell'Appia Antica, il Comitato per la bellezza si chiede: «con quali vincoli e strumenti di governo» si riuscirà a gestire la tutela di un'area che per più del 90 è privata? Nel decreto attuativo della Riforma è però scritto che la tutela delle aree pubbliche come delle private, resta nelle mani del direttore del Parco Archeologico dell'Appia Antica. Dunque gli strumenti sono i medesimi del passato, anzi se possibile rafforzati dall'essere a disposizione di una struttura specificamente dedicata alla tutela e valorizzazione di quel territorio. Infine la questione finanziaria: nessuno ha posto in dubbio la permanenza delle risorse attualmente dedicate a Museo Romano, Ostia e Appia Antica, che rientrano nel meccanismo della solidarietà verso i musei più "poveri", e che attualmente vale il 20 dei ricavi del Colosseo. Abbiamo viceversa posto un problema più tecnico, che riguarda la necessità di integrare il bilancio autonomo della Soprintendenza con risorse "erariali", per fare fronte ai nuovi compiti derivanti dalla tutela e conservazione del patrimonio artistico e architettonico del Centro Storico di Roma. L'ufficio stampa della Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'Area archeologca di Roma