Cordibella (Italia Nostra): «Bene la rassegna alle Fruttiere, ma pensiamo al dopo» E spunta l'idea di sfruttare le possibilità enormi degli spazi di Palazzo Ducale L'imminente apertura della mostra alle Fruttiere di Palazzo Te, dedicata alle opere di artisti mantovani del Novecento, ha riaperto il dibattito sull'opportunità di assicurarne una fruibilità anche al di là della chiusura della rassegna . Quadri da un'esposizione, prevista per il 26 giugno. Già il problema era stato posto dal direttore dei Musei Civici in sede di presentazione alla stampa: «Dobbiamo ragionare in termini di valorizzazione - aveva detto Stefano Benetti - oltre che di conservazione». Da qui, l'intenzione di mostrare a rotazione, dopo il 26 giugno, le opere dei depositi e l'idea di aprire alle visite i depositi stessi. Ora è il presidente mantovano di Italia Nostra, Sergio Cordibella, a rilanciare, proponendo di ricreare una galleria d'arte moderna che mostri tutte le opere delle collezioni del Comune di Mantova. Sì, proprio ricreare, perché il 21 aprile del 1985, al primo piano di Palazzo Te, era stata inaugurata la "Sezione permanente d'arte moderna" del museo civico di Palazzo Te. «Ma, se in Italia non c'è nulla di più definitivo del provvisorio - sottolinea Cordibella -, evidentemente chiamare "permanente" una determinata realtà non ne assicura la sopravvivenza». Il presidente di Italia Nostra esprime comunque apprezzamento per la scelta di mettere in mostra le opere dei depositi del Te. E lancia, a sua volta, una proposta per il futuro, non senza avere ricostruito quanto avvenuto in passato. Sì, perché in quell'aprile del 1985, l'assessore comunale alla Cultura era proprio lui. «Quell'intervento aveva tre obiettivi - ricorda Cordibella -: lavorare per il restauro integrale del palazzo; trasformarne la parte non decorata nella sede delle collezioni civiche; fare del Te un centro di cultura, con la valorizzazione delle Fruttiere, già usate come depositi comunali e come scuderie per i cavalli, e con la realizzazione della sala polivalente proprio dove i Gonzaga allevavano i loro cavalli. La scelta di realizzare una tribuna sospesa è infatti legata alla presenza degli stalli, che ancora sono visibili». Ma dove potrebbe rinascere la Galleria d'arte moderna? «Non certo a Palazzo Te - concorda il presidente di Italia Nostra -: ormai quegli spazi sono occupati da altre collezioni. Non credo nemmeno che siano percorribili alcune proposte maturate negli anni passati, come quella dell'ex caserma Curtatone e Montanara, oppure gli ex Monopoli di Stato in via Accademia. A Mantova, però, abbiamo un contenitore enorme e ancora in buona parte vuoto come Palazzo Ducale. Certo, non sarebbe una soluzione facile, visto che si tratterebbe di mettere d'accordo realtà diverse, come il Comune e il ministero, ma potrebbe essere una valida soluzione, vista anche l'intenzione di fare entrare a Palazzo l'arte contemporanea. Credo sia opportuno riflettere sulle funzioni della Reggia».