Da qualche giorno il museo archeologico nazionale della Civitella, a Chieti, funziona a scartamento ridotto: apre solo la mattina, dalle 9 alle 14, e solo una domenica al mese, la prima domenica del mese, sempre e solo di mattina, quando dovrà spalancare le porte gratuitamente per disposizione del ministero. Il lunedì il museo resterà chiuso. Il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti ha protestato: «E' una decisione che getta un'ombra pesante sul futuro dei nostri musei». Eppure si era detto anche disposto a fornire volontari. Niente da fare: le nuove disposizioni sembrano inappellabili. Poiché non possiamo pensare che la decisione presa sia immotivata, ne deduciamo che quel museo ha problemi di personale. Qualche settimana fa si è parlato molto di Mauro Felicori, il nuovo soprintendente della Reggia di Caserta. Si è beccato una letteraccia dai sindacati perché lavora troppo, perché ha deciso di tenere la Reggia aperta sette giorni su sette eliminando la chiusura del martedì e perché ha spostato di posto qualcuno dei suoi 230 (!) dipendenti, di cui 150 addetti alla vigilanza. Così facendo Felicori a marzo ha aumentato del 70 visitatori e del 105 gli incassi. Casi diversi, si dirà. Ma dietro c'è una lezione di volontà e di fantasia che Chieti, forse, potrebbe provare a copiare.