Franceschini: il regolamento di Firenze per il centro Unesco sarà la base per una legge nazionale Dario Franceschini lascia Firenze con, nella sua cartella, la delibera del Regolamento per la «tutela e decoro del patrimonio culturale» del centro Unesco (e una sintesi curata per lui dall'assessore Giovanni Bettarini). A Palazzo Vecchio per l'incontro «Italia a tavola», il ministro dei beni culturali e del turismo apre allo spirito che ha animato il regolamento voluto dal sindaco Dario Nardella, per farne uno strumento di legge nazionale. «La delibera di Nardella e del Consiglio comunale risponde Franceschini va in una direzione molto giusta: cerca di arginare il fenomeno che i nostri centri storici diventino tutti uguali, vuole difendere i nostri negozi tipici a cui è legata la nostra identità». Ma non è solo un plauso: «Stiamo lavorando perché proprio sulla base dell'esperienza di Firenze si possa, anche dal punto legislativo, introdurre norme che tutelino e garantiscano che un negozio che fa artigianato o prodotti tipici, cioè quelli che fanno l'identità e la storia di una città, venga sostituito da uno che fa cose o vende prodotti standard». Ma sono molti i temi «fiorentini» che Franceschini tocca parlando al premio Italia a tavola (un riconoscimento è andato anche a lui). C'è il tema del flusso dei turisti, sempre in aumento: «Dobbiamo governarlo. Puntando al "museo diffuso" ma anche su turismo di qualità che non vuol dire di nicchia» ha detto Franceschini, ricordando che molti dei nostri ospiti vengono per musei e cultura, altri per cibo, shopping, stile di vita: «Le motivazioni di un viaggio hanno gerarchie diverse a seconda dei Paesi di provenienza. Per alcuni l'offerta culturale è al primo posto, per altri lo sono invece enogastronomia, moda e shopping». Un fenomeno da «milioni di persone». Per questo occorre «unire le eccellenze di arte, cibo e cultura. Portiamo l'eccellenza della moda nei musei, basta barriere ideologiche». E il ministro annuncia anche che verranno bandite «gare entro qualche settimana» per i punti ristorazione nei musei italiani. Ma «non si guardi solo al massimo ribasso, si porti l'eccellenza in galleria: alla pinacoteca di Brera, solo per esempio, dovrà esserci il top della gastronomia, oltre al top dell'arte». È l'approccio di Franceschini: rapporto con i privati («noi siamo per valorizzare forme di collaborazione con il privato anche per i musei. E la nuova legislazione va in questa direzione») a partire dall'Art bonus. E basta steccati tra aree di competenza: «È fondamentale valorizzare tutte le eccellenze italiane e smetterla di ragionare per compartimenti stagni, a settori separati, come è stato fatto finora». Prima di lasciare Firenze (Nardella lo incontra alla stazione Santa Maria Novella) il ministro annuncia: «Stiamo ragionando con il sindaco per anticipare l'apertura del collegamento tra i musei di Palazzo Vecchio e degli Uffizi. È un progetto di cui Matteo Renzi ha parlato già quando era sindaco. Va certo analizzato dal punto di vista scientifico, ma senz'altro va realizzato».