Inaugurata e aperta al pubblico dopo la ristrutturazione L'architetto Diego Peruzzo ha seguito la pista del vino. L'indizio gliel'ha fornito Andrea Palladio in persona, che nei suoi Quattro libri dell'architettura, dissertando di cantine, scriveva: «Si faranno alquanto pendenti al mezzo e c'abbiano il suolo in terrazzo, overo sia lastricate in modo che, spandendosi, il vino possa essere raccolto». Proprio un pezzo di pavimento inclinato, emerso nel restauro delle cantine di Villa Caldogno (1542, attribuita a Palladio), ha fatto scattare la scintilla: se il vino spanto dalle botti veniva convogliato, allora doveva esserci una rete di canalette per raccoglierlo. È così che il recupero delle cantine, cominciato nel gennaio 2015 e concluso con l'inaugurazione di ieri, ha scoperchiato il primo sistema idraulico ancora conservato in una villa palladiana. «Abbiamo deciso di riportare alla luce la rete di condotte racconta Peruzzo, direttore del restauro Sono visibili a occhio nudo, in parte coperte da lastre di vetro, mentre la sala centrale è interamente scoperta, come uno scavo archeologico». Ma a Villa Caldogno non colpisce solo la raccolta del vino caduto a terra, che veniva filtrato e dato alla servitù, che fra cantina e cucine sudava giorno e notte. C'era anche l'acqua corrente, grazie a una diramazione di una vicina roggia. Con tre lavandini in sequenza al livello del pavimento: il primo per l'acqua potabile, il secondo per sciacquare i tini, il terzo per lavare i piatti e il sangue degli animali macellati. Seguendo la roggia è stata poi scoperta una cisterna, altro segreto a lungo custodito dalla villa. Posta nel giardino pochi metri fuori dal muro perimetrale, raccoglieva l'acqua di falda (che qui è molto alta) e la convogliava verso Vicenza. Era rimasta coperta per un secolo e ora è di nuovo a cielo aperto, con l'acqua che ancora gorgoglia. Il restauro, che ha coinvolto anche il tetto e i balconi, è costato 750mila euro (fra Regione, Fondazione Cariverona, Istituto Ville venete e comune) e nei prossimi mesi sarà rifatto il giardino, allungando il vialetto che parte dalla facciata. Peccato solo che, seguendolo, lo sguardo vada a sbattere contro un anonimo condomino costruito di recente. Villa Caldogno torna da oggi visitabile, dalle ore 16 (via Zanella 3, telefono: 3459302084).