«Disponibile a ogni forma di collaborazione per valorizzare e tutelare i beni culturali». Il ministro Dario Franceschini risponde all'appello lanciato il 24 marzo scorso da Andrea Camilleri, Pietrangelo Buttafuoco e tanti altri nomi di peso tra artisti, intellettuali, operatori turistici e produttori. E tende la mano alla Regione per fare «gioco di squadra ». «Ho letto con attenzione scrive Franceschini, riferendosi all'appello una lettera che vibra di preoccupazione e amore per la vostra terra. Questioni continua che interrogano anche me come cittadino ma soprattutto come ministro. Perché specialità chiarisce subito non significa separatezza e marginalità: la Sicilia è parte del nostro Paese, una parte dal fascino incommensurabile ». Una risposta che arriva ad una settimana dalla lettera consegnata al ministro dopo l'inchiesta di "Repubblica Palermo" sullo stato dei siti archeologici nella Regione e il rischio di chiusura a Pasqua e nella quale si ponevano anche alcuni interrogativi sul futuro dell'Inda commissariata dal ministero e si lanciava l'allarme sulla scomparsa di molti teatri storici («Dei 189 teatri storici nel giro di un decennio ne sono rimasti 59») e tante librerie («Da gennaio a ora ne sono state uccise dalla cecità delle banche e dall'indifferenza più di 30»). Franceschini cita Goethe e la celebre frase che riguarda l'Isola nel resoconto del viaggio pubblicato 200 anni fa («L'Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. E' in Sicilia che si trova la chiave di tutto») e apre le porte per un'intesa istituzionale: «Nei termini che la Regione Sicilia riterrà, il ministero è disponibile a supportare e sostenere, sia nella valorizzazione che nella tutela, ogni forma di collaborazione». Parole che da un lato aprono un dialogo con la Regione alle prese di continuo con problemi finanziari e organizzativi per garantire l'apertura di musei e siti archeologici. Dal ministro, infine, anche l'annuncio di una direttiva emanata per «censire e tutelare le librerie storiche» e la previsione inserita nel nuovo decreto legge sul cinema di «forti incentivi per chi investe nella salvaguardia di sale cinematografiche, teatri e librerie storiche».