TARIFFE dei musei civici "ritoccate" in attesa della nuova card, che arriverà il 6 aprile, mentre a Palazzo d'Accursio si lavora per un abbonamento unico per i teatri cittadini, seguendo la stessa filosofia. «Stiamo lavorando in questi giorni al progetto di un abbonamento unico per i teatri - dice l'assessore alla Cultura Davide Conte - perché avere un'unica porta di accesso per la cultura è fondamentale. Nei prossimi anni le iniziative dovranno puntare al coordinamento, la collaborazione è strategica». Un'unica porta d'accesso presuppone una certa omogeneità dei servizi offerti, anche se questo implica qualche "ritocco" nelle tariffe. Nei musei quest'anno le mostre temporanee avrenno un biglietto d'accesso separato (6 o 5 euro il biglietto intero, 4 o 3 quello ridotto), mentre fino ad oggi c'è stata una situazione molto variegata. Alla mostra attualmente in corso al Museo medievale, ad esempio, intitolata «Bologna 116, dalla Rocca imperiale alla città del Comune » si accede con lo stesso biglietto con cui si visita al collezione permanente, mentre la mostra su Pasolini al Mambo aveva un biglietto intero di 6 euro. Anche l'organizzazione di laboratori per festeggiare i compleanni dei bambini passa da 50 a 70 euro, mentre viene introdotta la tariffa di 10 euro per i laboratori a tema senza pasto, che oggi hanno tariffe molto variabili, a seconda dell'occasione. Per usare la sala conferenze del Museo del Risorgimento viene invece introdotta la tariffa di 200 euro al giorno. Ma se c'è qualche aumento, secondo l'assessore Conte in generale l'introduzione della card servirà a far spendere meno, soprattutto le famiglie. «Con gli sconti concordati insieme ai gestori privati, come Arthemisia, le famiglie che vogliono visitare mostre temporanee non saranno più "salassate" - ha spiegato Conte - perché con la card si ottiene ad esempio il 50 di sconto per entrare a vedere Hopper o la Street Art. I musei devono diventare luoghi familiari». La card permetterà anche di conoscere i consumi culturali dei bolognesi, che oggi sfuggono alle statistiche e invece interessano all'amministrazione. Intanto c'è un punto fermo, ed è il "pallino" per il cibo nella decantata "city of food". Tanto che anche il protocollo d'intesa con l'Ermitage di San Pietroburgo, che la giunta ha deliberato di avviare, si farà «ponendo particolare attenzione al tema della rappresentazione artistica del cibo».