Nelle Gallerie d'Italia-Piazza Scala fino a luglio Dal primo aprile al 17 luglio le Gallerie d'Italia-Piazza Scala espongono le 145 opere d'arte (articolate in 54 nuclei) «risanate» grazie alla XVII edizione di «Restituzioni» pronte a tornare, secondo la filosofia di questo benemerito progetto promosso dal Gruppo Intesa Sanpaolo, alle loro sedi di appartenenza (cfr. lo scorso numero p. 27, n. 331, mag. '13, p. 24 e n. 330, apr. '13, p. 30). Novità di questa edizione, la cui curatela scientifica è affidata a Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti, è la presenza (anche) di altri Paesi, sede di banche estere del Gruppo: per l'esordio è stata scelta la Repubblica Slovacca, da cui giungono tre rilievi lignei barocchi, 1744-51, dal Monte Calvario di Banská tiavnica. Dal 1989, quando «Restituzioni» fu avviato, sono oltre 200 i siti archeologici, le chiese e i musei che ne hanno beneficiato, e innumerevoli sono i materiali su cui sono intervenuti i restauratori (un centinaio i laboratori coinvolti), fino a realizzare una vera «antologia» dell'arte del restauro. Tutti gli interventi, documentati in mostra da brevi filmati, sono disponibili sul sito www.restituzioni.com, che ospita anche le schede di restauro. Un'esperienza inedita per il pubblico è la possibilità di visitare, nei giorni della mostra, anche l'Officina di «Restituzioni», il cantiere di restauro allestito nella sede espositiva dell'affresco ottoniano di San Pietro all'Olmo a Cornaredo (Mi): 10mila frammenti trovati nel sottosuolo della chiesa, che si stanno ricomponendo come in un gigantesco puzzle. Tra le opere restaurate, tutte richieste dagli organi di tutela, figurano opere «minori» e «capolavori», come il Cavaliere di Marafioti del Museo Nazionale di Reggio Calabria, grande statua fittile del V secolo a.C., o la Croce di Chiaravalle, prezioso manufatto di oreficeria veneziana del XIII secolo in diaspro rosso, filigrana, cristallo di rocca e gemme, con preziose figure d'argento a tutto tondo, forse lasciato all'Abbazia di Chiaravalle da Ottone Visconti che vi morì nel 1295. Fra i dipinti emozionano per la limpidezza e la luminosità ritrovate il «San Pietro» e il «San Giovanni Battista», di Francesco del Cossa della Pinacoteca di Brera, ma anche l'«Adorazione del Bambino», opera (da Loreto) dell'ultimo Lorenzo Lotto cui il restauro ha restituito l'autografia lungamente discussa, e la «Crocifissione tra la Vergine e san Girolamo», pala d'altare del Perugino (Firenze, Cenacolo di Fuligno). Dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti giungono il «Ritratto di Cavaliere di Malta», 1608, di Caravaggio, e il «Cristo risorto» di Rubens, appartenuto al Gran Principe Ferdinando de' Medici. Fino ad arrivare al Carrà metafisico «Madre e figlio», 1917, della Pinacoteca di Brera, su cui l'artista intervenne più volte e che oggi, com'è provato dal restauro, conosciamo in una versione diversa dalla primitiva.
MILANO-La vetrina di Restituzioni
Le Gallerie d'Italia-Piazza Scala espongono le 145 opere d'arte restaurate grazie alla XVII edizione di Restituzioni. Questa edizione include opere provenienti da altri Paesi, come la Repubblica Slovacca. I restauratori hanno lavorato su oltre 200 siti archeologici, chiese e musei. La mostra include anche l'Officina di Restituzioni, un cantiere di restauro allestito nella sede espositiva dell'affresco ottoniano di San Pietro all'Olmo a Cornaredo. Tra le opere restaurate figurano capolavori come il Cavaliere di Marafioti e la Croce di Chiaravalle.
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