L'Italia è pronta a inviare i caschi blu della cultura a Palmira, l'antica città siriana recentemente liberata dalla presenza dello Stato islamico (Is). E' quanto emerge dalle dichiarazioni rese dall'ex ministro italiano dei Beni e delle attività culturali, Francesco Rutelli, in un'intervista concessa all'agenzia di stampa russa "Ria Novosti". Secondo l'ex ministro, l'Unione europea e l'Occidente in generale hanno sottovalutato il pericolo dei militanti dell'Is troppo a lungo. "Nelle relazioni politiche la voce dell'Europa e dell'Occidente è ancora debole", ha dichiarato Rutelli, denunciando la lentezza dell'Occidente in particolare nella tutela del patrimonio culturale nelle aree a rischio. "La distruzione del patrimonio culturale è solo un aspetto della politica dell'Is, la cui eliminazione costituirà sicuramente uno sviluppo positivo per l'intera comunità internazionale", ha aggiunto Rutelli. L'ex ministro italiano ha fatto riferimento alla creazione dell'Unesco ed alla Convenzione dell'Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. "E' un dovere dal quale l'Occidente non può sfuggire, perché è uno dei fattori che caratterizzano la nostra democrazia", ha detto Rutelli. "Non dobbiamo dimenticare che circa un anno fa, quando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per interrompere il flusso di denaro dell'Isis, su iniziativa della Russia, è stato inserito un punto sulla prevenzione del traffico illecito di beni culturali. E' stata la decisione giusta", ha ricordato l'ex ministro italiano, evidenziando l'importanza di proteggere il patrimonio mondiale e la diversità culturale. Rutelli ritiene che il restauro dei monumenti di Palmira richieda l'attuazione di un grande progetto internazionale coordinato dall'Unesco e dell'Unione Europea. L'ex ministro italiano ha affermato che Roma è pronta ad inviare i cosiddetti "caschi blu della cultura" per la protezione dei beni culturali nelle zone di conflitto, come Palmira. "Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni è stato a Mosca la scorsa settimana, dove ha parlato con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. E il nostro ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha annunciato al direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova, che l'Italia è pronta a inviare esperti, tecnici e restauratori, per restituire rispetto alla diversità culturale in quei luoghi che sono stati distrutti", ha dichiarato Rutelli. L'ex ministro ha inoltre riferito che l'associazione "Incontro di civiltà" da lui fondata è ora impegnata nella ricostruzione di una serie di monumenti culturali distrutti dai militanti dell'Isis in Siria. "Questo progetto ha un valore soprattutto simbolico e sarà presto presentata al pubblico. Esso è diretto contro coloro che si sentono in diritto di distruggere i valori delle altre culture", ha concluso l'ex ministro italiano. Le rovine di Palmira sono uno dei sei siti del patrimonio mondiale dell'Unesco presenti in Siria ed erano finite nel maggio 2015 sotto il controllo dei terroristi. Domenica scorsa, 27 marzo, il comando dell'Esercito siriano ha annunciato ufficialmente la liberazione della città dai militanti dello Stato islamico con l'aiuto dell'aviazione russa. Per lo sminamento del sito sono giunti in Siria unità di genieri dell'Esercito russo. Il presidente siriano Bashar al Assad, in una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha esortato le agenzie specializzate delle organizzazioni internazionali a sostenere i lavori di restauro di Palmira.
MOSCA-Ex ministro italiano Rutelli: la voce dell'Occidente nella lotta contro lo Stato islamico è ancora debole
L'ex ministro italiano dei Beni e delle attività culturali, Francesco Rutelli, ha dichiarato che l'Italia è pronta a inviare i "caschi blu della cultura" per la protezione dei beni culturali nelle zone di conflitto, come Palmira. Rutelli ha sottolineato che l'Unione europea e l'Occidente hanno sottovalutato il pericolo dei militanti dell'Is troppo a lungo e che la distruzione del patrimonio culturale è solo un aspetto della politica dell'Is. Ha anche denunciato la lentezza dell'Occidente nella tutela del patrimonio culturale nelle aree a rischio.
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