Al momento l'Annunciata di Antonello da Messina rimarrà tranquilla nella sua sede storica di Palazzo Abatellis, ma la partita delle trasferte dei gioielli custoditi in musei e aree archeologiche di Sicilia si riapre, e il nuovo assessore ai Beni culturali, Carlo Vermiglio, ribadisce: «Occorre aprirsi al mondo, basta pensare a una tutela fine a se stessa». Concetto ripetuto dopo le polemiche sulla delibera che infrange il muro eretto nel 2013 dallo stesso governo Crocetta, che intervenne allora proprio per fermare la trasferta dell'Annunciata a Rovereto. Ed è sempre la tela di Antonello da Messina, tra le più famose custodite in Sicilia, adesso il casus belli che fa riaprire una partita che sembrava chiusa. Come è spesso accaduto nella vita dei governi Crocetta, a una scelta può corrispondere il suo opposto senza tanto clamore. Così lo scorso 22 marzo la giunta ha approvato una delibera che concede per un mese e mezzo l'Annunciata di Antonello alla Dn Art di Milano, una fondazione che alle sua spalle non ha grandissimi eventi e che sta portando avanti una mostra itinerante, da Torino a Roma, chiamata "Mater" e sostenuta dalla Conferenza episcopale italiana come evento nell'anno del Giubileo. Proprio la sponsorizzazione della Cei sarebbe stata un elemento importante per spingere l'assessore a rispondere affermativamente alla richiesta fatta dalla Dn Art per la mostra in corso a Torino. La delibera però è stata approvata soltanto la scorda settimana, quando la mostra era già in chiusura nella sede piemontese. «Al momento quindi l'Annunciata non si sposta, so che la Dn Art sta realizzando altre tappe di questa mostra a Roma e Milano, vedremo di aprire un nuovo tavolo di trattativa dice l'assessore Vermiglio in ogni caso io mi impegno a non consentire assolutamente alcuna trasferta delle nostre opere se c'è solo il vago sospetto di problemi di tutela sollevati dalla Soprintendenza o dal museo che la custodisce». Ma proprio sull'Annunciata il dirigente dell'Abatellis, Gioacchino Barbera, aveva scritto già a ottobre una nota con la quale esprimeva la sua ferma contrarietà: «Ho detto no perché si prevedeva il trasferimento del quadro in tre sedi diverse, cadenzato a distanza di soli 15 giorni l'uno dall'altro, e per una mostra di non certo grande richiamo », ripete Barbera. Nonostante il parere negativo, la delibera è andata in giunta la scorsa settimana ed è stata approvata. Sulla carta l'Annunciata può essere quindi prestata alla Dn Art nei prossimi mesi. Vermiglio vuole aprire ad altre deroghe alla delibera del 2013 che elencava trenta beni inamovibili, dal Satiro di Mazara del Vallo alla Resurrezione di Lazzaro del Caravaggio. «Voglio prestare le nostre opere per eventi che possono far conoscere nel mondo le bellezze che custodisce la Sicilia dice Vermiglio troppa tutela fine a se stessa è sbagliata: non vedo quale sia il problema. Certo, il prestito si farà sempre in cambio di un buon risultato d'immagine e non solo. Per l'Annunciata la società Dn Art si impegnava a fare restauri per 10 mila euro all'Abatellis. E, vista la carenza di risorse, non mi pare poca cosa». Ma dal museo fanno notare: «Non sono pochi 10 mila euro per un quadro come l'Annunciata?». La partita, insomma, si è riaperta e l'annuncio dell'assessore farà certamente discutere.