Il legame tra gli Uffizi e l'Opificio delle Pietre Dure è antico e ha sempre prodotto degli ottimi successi nel campo della conservazione delle opere d'arte e del restauro. Ma ora quel filo che unisce le due prestigiose istituzioni si fa ancora più saldo e forte grazie a un accordo firmato dal direttore Eike Schmidt e dal soprintendente Marco Ciatti. La collaborazione riguarderà, in particolare, il controllo microclimatico degli ambienti della Galleria e gli aspetti inerenti la conservazione; oltre a prevedere corsi di aggiornamento per il personale delle Gallerie degli Uffizi che, ad ogni livello e attraverso professionalità diverse, si prende cura di un ingente e straordinario patrimonio. L'Opificio, inoltre, con le sue tecnologie più avanzate, potrà intervenire per consulenze, progettazioni e imprevisti, come nel recentissimo caso delle «Tre età dell'uomo» di Giorgione (custodito nella Galleria Palatina), per il quale si è reso necessario un intervento sulla struttura lignea. «L'accordo con l'Opificio delle Pietre Dure afferma il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt garantisce che il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi sia in futuro ancor più oggetto di ricerca tecnica e conservativa: verrà protetto, monitorato, e ove necessario, restaurato secondo una metodologia ineccepibile e riconosciuta, adoperando anche i più avanzati sistemi di analisi tecnologica, per i quali l'istituto fiorentino del ministero dei Beni culturali è famoso in tutto il mondo». Da parte sua il soprintendente Marco Ciatti, è convinto che questo accordo «permetterà di conseguire risultati ancora migliori nell'interesse della conservazione e della conoscenza delle opere. La piena attuazione di questo progetto richiederà altresì una stretta collaborazione con i funzionari dei vari musei e il coinvolgimento anche dei restauratori privati, molti dei quali, peraltro, si sono formati proprio nella nostra scuola». Non bisogna dimenticare che l'Opificio in passato ha eseguito importantissimi restauri per gli Uffizi, come ad esempio quello della Madonna del Cardellino di Raffaello e quello degli affreschi di Pietro da Cortona di tre delle Sale dei Pianeti di palazzo Pitti. Attualmente, invece, sta completando il delicatissimo intervento su «L'Adorazione dei Magi» di Leonardo da Vinci.