GROSSETO. Un prezioso spaccato di memoria cercava spazio e l'ha trovato. Dal passato al futuro, ecco gli attrezzi agricoli che profumano di polvere e le visioni futuriste del pittore Bonetti, le opere d'arte di Pascucci e i fischietti, gli arnesi e i tanti oggetti simbolo delle nostre radici instancabilmente raccolti negli anni da Roberto Ferretti, antropologo, artista, custode della Maremma che fu. L'ex convento delle Clarisse - che nacque tra il 16 e 17 secolo nel cuore del centro storico di Grosseto, in via Vinzaglio - rinasce e si trasforma così, con un guizzo che plana sulle varie epoche, in "condominio culturale". Spalancherà le sue porte ai cittadini oggi stesso con una giornata d'arte e musica mostrando a tutti - nei vari piani del palazzo - la prima pinacoteca cittadina, la collezione Ferretti, il Museo Lab e le start up culturali. Lo storico immobile, ribattezzato "Polo culturale espositivo delle Clarisse", muta veste dopo un restyling avvenuto per gradi, candidandosi a una rinnovata stagione culturale cittadina. La prima mostra "Grosseto 900" prende il via oggi e durerà tre mesi (fino all'11 settembre a ingresso gratuito, il programma degli eventi è nella pagina accanto). La struttura è stata presentata dal Comune di Grosseto che l'ha voluta: il sindaco Emilio Bonifazi e l'assessora alla cultura Giovanna Stellini. Accanto erano Maria Grazia Celuzza (direttrice del Museo archeologico), Loriano Valentini (presidente della Fondazione cultura che gestisce la pinacoteca) e Mauro Papa, direttore del Cedav e della pinacoteca. Al primo piano, attesa da tempo - tassello da sempre mancante - è la pinacoteca comunale Clarisse Arte, 390 mq che ospitano da oggi la prima mostra con opere del patrimonio comunale e provinciale. Una saletta a parte accoglie parte (12 quadri) della pregevole collezione di Tarquinio Tarquini, il collezionista grossetano che ha donato 27 opere alla città rispettando il volere della moglie Algisa Bardi, morta circa un anno fa. C'è in questa saletta uno scorcio straordinario: una porta immette direttamente dalla pinacoteca alla chiesa dei Bigi e chi varca questa soglia arriva nel "coro" sopraelevato: «un punto di vista privilegiato - spiega Stellini - per assistere dall'alto a mostre o concerti» come quello di oggi, tessendo una preziosa liaison tra museo e antico luogo di culto. Così la pinacoteca diventa parte integrante della chiesa, in un meccanismo di vasi comunicanti che interseca spazi finora incomunicabili. La mostra che si apre oggi 24 marzo presenta una prima selezione di opere che saranno ospitate nella struttura, con vari nuclei tematici. Dai maestri Aldi a Pascucci, da Vagaggini al lascito Celtracon fino a un ottimo pezzo di Uberto Bonetti, artista viareggino la cui "Aerovista di Grosseto" - unica opera futurista degli anni '30 del territorio maremmano (comprata recentemente da Fondazione cultura) - è l'immagine-simbolo della mostra e in copertina nel catalogo. Come spiega Mauro Papa, la filosofia della pinacoteca non è quella di raccogliere un'esposizione permanente di opere ma di permettere la fruizione del patrimonio pubblico "a rotazione". «Chi si aspetta un mausoleo delle proprie opere a imperitura memoria spera male», dice. Anche la mostra in corso una volta terminata andrà "in deposito" - ovvero in una sala ad hoc dove potrà essere fruita da tutti i cittadini - E così facendo permetterà ad altre opere di essere godute nel tempo nelle varie sale. Le funzioni principali di Clarisse Arte saranno dunque tre: «Uno spazio espositivo per mostre temporanee - dice Papa - un centro documentazione del territorio e appunto un deposito». Qui si trasferirà anche il Cedav (oggi in via Mazzini) con il suo ricco patrimonio di studi e documenti sugli artisti. Preziosa e assetata di spazi che la facessero vivere, la collezione Ferretti, con il suo notevole patrimonio salvato dal Grancia, è stata allestita al secondo piano grazie agli amici di Ferretti, a Carlo Bonazza e Edo Galli. È gestita dal Comune (museo archeologico) e sarà accessibile dai cittadini che - per visitarla - potranno essere accompagnati e guidati dal personale del museo. «La disposizione - spiega Maria Grazia Celuzza, direttrice - segue la divisione in sezioni dell'allestimento precedente, inserendo una sezione nuova nel corridoio». La mappa delle leggende, le illustrazioni, le filastrocche e gli "scaldini" appesi a pareti sono le tracce, ancora calde e palpitanti, dei nostri antenati che qui tornano a vivere. IL PROGRAMMA DI GIOVEDI' 24 MARZO E VENERDì 25 MARZO. Alle 16,30 Tarquinio Tarquini, il collezionista maremmano di 80 anni che ha donato le proprie opere per rispettare la volontà della moglie Adalgisa Bardi, accompagna alla scoperta della propria collezione. Il taglio del nastro e l'apertura alla cittadinanza della struttura, della pinacoteca e della mostra è fissata alle 17,30. Alle 18 nella chiesa dei Bigi il concerto di Stefano Ordini (pianoforte) e Piero Bronzi (sax). Alle 19 sempre alla chiesa dei Bigi concerto di Paolo Mari con David Dominici (chitarra e percussioni). Venerdì alle 18 nella chiesa dei Bigi concerto del trio BalsamoNiccolaiBiscioni (piano, contrabbasso, batteria) "Quando il tango incontra il jazz". Alle 18,30 in piazza Baccarini esibizione del laboratorio teatrale AracNet teatro.
GROSSETO L'ex convento si trasforma in polo culturale
Il Comune di Grosseto ha aperto il primo piano dell'ex convento delle Clarisse, trasformato in "condominio culturale", con la prima mostra "Grosseto 900" che durerà tre mesi. La mostra presenta opere del patrimonio comunale e provinciale, tra cui 12 quadri della collezione Tarquinio Tarquini. La struttura è stata presentata dal Comune e dal sindaco Emilio Bonifazi, e ospita anche la pinacoteca comunale Clarisse Arte, che presenta la prima selezione di opere. La pinacoteca è stata allestita al secondo piano e sarà accessibile ai cittadini che potranno essere accompagnati e guidati dal personale del museo. La mostra e la pinacoteca saranno aperte al pubblico con un ingresso gratuito.
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