Prosegue il progetto di studio lanciato dalla Proloco. Secondo i testi arrivati fino ai giorni nostri, sotto il giardino di casa Pellini, situato all'interno dell'antica cinta muraria, si nasconderebbe un'enorme cavità che un tempo aveva la funzione di cisterna molto diffuso in epoca medievale AVENZA. Molti passanti l'hanno scambiato per un banale tosaerba ma in realtà è uno strumento delicatissimo e costoso, che serve a studiare le cavità sotterranee: si tratta del georadar che il professor Adriano Ribolini dell'Università di Ferrara ha utilizzato nei giorni scorsi ai piedi della Torre di Castruccio per iniziare a scoprire i segreti del borgo storico e valorizzarlo a fini turistici, iniziando perché no dai graffiti appena restaurati all'interno della Torre. La scienza e la tecnologia al servizio della storia per riportare alla luce i tanti segreti del borgo antico di Avenza e allettare così turisti, viaggiatori e i tanti pellegrini circa un migliaio l'anno - che già transitano sulla via Francigena. È lo spirito del "Progetto di studio e tutela dei camminamenti sotterranei del borgo murato", un'iniziativa lanciata nel 2011 da ProLoco sulla via Francigenza e Gruppo Speleologico Archeologico Apuano con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, che nei giorni scorsi ha permesso di realizzare ai piedi della Torre di Castruccio una serie di rilievi con il georadar. Si tratta di uno strumento costoso e sofisticato per lo studio delle cavità sotterranee: a portarlo ad Avenza è stato il professor Adriano Ribolini, docente di Geomorfologia, all'Università di Ferrara e co-relatore del laureando Giovanni Gatti, avenzino doc e membro del Gruppo Speleologico. I risultati dell'esame arriveranno solo tra una quindicina di giorni e potrebbero fornire informazioni davvero interessanti: secondo i testi arrivati fino ai giorni nostri, sotto il giardino di casa Pellini, situato all'interno dell'antica cinta muraria, si nasconderebbe un'enorme cavità che un tempo aveva la funzione di cisterna. Un sistema molto diffuso in epoca medievale che fu abbandonato nei secoli successivi con la progressiva trasformazione di queste cavità in vere e proprie "discariche". L'antica cisterna potrebbe così fornire un vero e proprio archivio sotterraneo in grado di fornire una straordinaria quantità di materiale da studiare. Ma le sorprese potrebbero non essere finite. Com'è noto dalla Torre di Castruccio si snodano una serie di tunnel sotterranei che la collegano al resto del borgo: la maggior parte sono "tamponati" ovvero chiusi da muri realizzati in epoche successive. ProLoco se Gruppo Speleologico Archeologico, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Architettonici di Lucca stanno valutando la possibilità di aprirne qualcuno per scoprire dove portavano e cosa nascondevano: «Secondo i racconti degli avenzini più anziani, i tunnel sarebbero stati utilizzati dai partigiani per creare un misterioso deposito» racconta Sasha Biggi, archeologico e presidente della ProLoco. Testimonianze storiche o semplici leggende metropolitane? Solo le ricerche in corso potranno sciogliere il dubbio, proprio come è accaduto per i graffiti che si trovano "ai piani alti" della Torre e che sono stati recentemente restaurati da Marilena Bongiovanni e Antonella Radichi della ditta Reca. Si tratta per lo più di simboli riconducibili alle scene della Passione di Gesù, realizzati a metà del 1600 quando la Torre ospitava un carcere: «Potrebbero essere stati utilizzati per fare catechesi ai prigionieri oppure essere opera di un detenuto particolarmente devoto» ipotizza Monica Fiaschi del Gruppo Speleologico Archeologico Apuano. Insomma i tesori nascosti dentro e fuori la torre di Castruccio sono davvero tanti: l'obiettivo, come detto, è quello di valorizzarli a fini turistici. «E' proprio per questo che stiamo creando una nuova associazione. Vogliamo mettere insieme tutti coloro che siano interessati a sviluppare le potenzialità di questo fantastico borgo» annuncia Francesca D'Angelo di ProLoco. Il tutto per offrire a turisti e pellegrini un percorso "guidato" nel borgo, consentendo - perché no - la visita di tunnel e segrete e "sfoggiando" i tesori più nascosti attraverso pannelli didattici, in una sorta di museo a cielo aperto.
TOSCANA - Un super georadar per scoprire i segreti di Avenza
Riassunto in 200 parole:
Il progetto di studio "Progetto di studio e tutela dei camminamenti sotterranei del borgo murato" è stato lanciato da ProLoco e il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano nel 2011. L'obiettivo è valorizzare i camminamenti sotterranei del borgo antico di Avenza e promuovere il turismo. Per raggiungere questo obiettivo, il georadar è stato utilizzato ai piedi della Torre di Castruccio per esplorare le cavità sotterranee. Il georadar è uno strumento costoso e sofisticato per lo studio delle cavità sotterranee.
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