UNA Pietà michelangiolesca velata. Un masso potente (4 tonnellate), scavato nel marmo bianco di Carrara rifà l'icona del Buonarroti in perfette proporzioni, ma nascosta da un drappo, come un sudario che avvolge madre e figlio. Fisionomie e profili svaniscono. Resta un abbraccio, un'anima, un'empatia del gesto sotto quel velo, come suggerisce il titolo della scultura, Architecture of Empathy. L'autore è John Isaac, provocatorio scultore inglese, che qui riesce a cogliere nel segno lo spirito del tempo e dei suoi conflitti, spesso nutriti da una totale mancanza di empatia. E l'opera coglie nel segno anche il tema della mostra 2050 Breve storia del futuro a Palazzo Reale. Quest'antologia di 50 opere di 46 artisti, che spazia tra sculture, fotografie, video e web art, interpreta e presagisce un futuro prossimo, ispirato all'omonimo saggio dell'economista e storico francese, già consigliere di Mitterand, Jacques Attali, partorito in piena crisi economica, nel 2007, e appena rieditato da Fazi alla luce della storia recente. Con i suoi accenti visionari e romanzeschi, il libro ha già dato il là a ben due mostre d'arte contemporanea. La prima, al Louvre; la seconda, concepita per i Musei Reali del Belgio, sbarca ora a Palazzo Reale. E caso e attualità si sono intrecciati in modo drammatico. Alla conferenza stampa di ieri, presente Attali, mancavano i promotori della mostra, il direttore dei Musei Reali del Belgio, Michel Draguet; e il curatore Pierre- Yves Desaive, entrambi in aereoporto negli istanti dell'attentato. Desaive sarebbe ricoverato in stato di schock perché a pochi metri dall'attentatore. La loro mostra riunisce visioni di un futuro oscuro e minaccioso, ma a tratti i toni si alleggeriscono. Ciascuna sezione è ispirata alle tappe e ai temi che il libro descrive come "ondate di futuro", dal declino dell'impero americano all'iperconflitto. Alcune visioni d'artista hanno già saputo presagire il futuro. Alighiero Boetti nelle sue Mappe fotografava anno dopo anno l'instabile ritratto geopolitico che attraversava il nostro planisfero. In altre opere emergono i conflitti, come onde di un terremoto che si espande sul planisfero, nel tappeto di Mona Hatoum. Si soffermano sui divari sociali, dalle nuove forme di schiavitù digitale, come presagisce il new media artist Aaron Koblin che raccoglie migliaia di nuovi operai pronti a lavorare online per un centesimo; fino a un Trimalcione contemporaneo nel video sontuoso dei maestri russi del digitale AesF. Nelle sue foto iperreali, invece, Andres Serrano ritrae i senzatetto nella classica iconografia dei santi. In una società in cui la diseguaglianza è la norma, Mark Lombardi analizza dal web gli intrecci della finanza mondiale e ne trae grafici dettagliati, esposti al Mo-MA e studiati dall'Fbi. I problemi di sostenibilità ecologica si alternano ancora ai conflitti, ma questa volta nelle logiche del terrorismo. Gregory Green nasconde in una valigia di Louis Vuitton una bomba a orologeria collegata a un Rolex.
La pietà, la finanza, le bombe l'arte di oggi prevede il domani
La mostra "2050 Breve storia del futuro" al Palazzo Reale è un'antologia di 50 opere di 46 artisti che interpreta e presagisce un futuro prossimo. L'opera è stata concepita in risposta al saggio di Jacques Attali, che descrive un futuro oscuro e minaccioso. La mostra riunisce visioni di un futuro oscuro e minaccioso, ma a tratti i toni si alleggeriscono. Ciascuna sezione è ispirata alle tappe e ai temi del libro, che descrive "ondate di futuro". L'opera include sculture, fotografie, video e web art, e affronta temi come la diseguaglianza, la finanza mondiale e la sostenibilità ecologica.
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