Già un anno prima, il 25 febbraio del 2015, aveva scritto a Orlando. «Per dodici mesi ho atteso invano che le cose migliorassero». E invece persino le basole del quartiere hanno cominciato ad arrendersi, sprofondando. Movida selvaggia, con rumore e musica ad alto volume fino all'alba. Abusivismo commerciale, con tavolini e sedie di plastica che hanno invaso strade e marciapiedi rendendo quasi impossibile il passaggio dei pedoni. Posteggiatori abusivi che hanno monopolizzato i vicoli, che dovrebbero essere aperti ai soli residenti e che invece sono piste nelle quali sfrecciano macchine e motorini. E ancora cassonetti pieni e mini-discariche. Ecco come muore l'Olivella, il borghetto a due passi dal Teatro Massimo che ospita chiese e musei come il Salinas. Muore nonostante l'impegno di tanti giovani imprenditori che nel quartiere hanno investito. Francesca Leone, che con Marina Scalesse da qualche anno dietro le Poste centrali ha dato vita al bio-bistrot "Le Freschette", combatte quotidianamente contro il degrado. Via Monteleone la stradina di fronte ai tavolini colorati dove serve colazioni, pranzi e cene ospita otto cassonetti quasi sempre stracolmi. Sul retro bisogna fare i conti con la mini-discarica di materiali di risulta e spazzatura. «Sono spuntati un frigorifero e un materasso», dice Francesca Leone, anche lei trentenne, che scrive alla Rap quasi ogni giorno per segnalare la sporcizia e per chiedere i contenitori per la differenziata: «Incredibile che non ce ne siano in una zona come questa, dove ci sono solo ristoranti». Via Monteleone è una strada a doppio senso dove le auto vengono parcheggiate anche in tripla fila o si infilano in piazza Olivella che dovrebbe essere una Ztl aperta solo ai residenti. E invece davanti al Salinas sfrecciano macchine e motorini. «In entrambi i sensi», dice il catanese Andrea Graziano che ha portato il suo ristorante "Fud - bottega sicula" nel cuore di Palermo. Il suo dehors, in piazza Olivella, è praticamente l'unico a rispettare le regole estetiche imposte dal regolamento comunale. Gli altri tendoni sono di plastica bianca e pesante, così come le sedie e i tavolini. La settimana scorsa la polizia municipale ha fatto un controllo nei locali dell'Olivella e solo due "Fud" e "Fusorario" sono risultati in regola. Tutti gli altri sono stati denunciati per occupazione abusiva di suolo pubblico. Ma tavoli e sedie piazzati ben oltre i limiti fissati dalle autorizzazioni municipali sono ancora là. Certo, nel locale che propone carne arrostita, "Tony rarigghia", è stata finalmente montata la canna fumaria, ma per il decoro della zona c'è ancora tanto da fare. «Bisognerebbe cominciare facendo rispettare la zona a traffico limitato», dice Graziano, mentre le ragazze di "Fud" ripuliscono dalle bottiglie i vasi sistemati dal Comune come dissuasori. L'assessore alle Attività produttive Giovanna Marano promette che convocherà una riunione con tutti gli attori dell'Olivella, «anche quelli abusivi ». «Noi ci proviamo ma evidentemente i controlli della polizia municipale non bastano». La Marano ne fa anche una questione di pianificazione commerciale: «Nelle strade come via Alessandro Paternostro dove i locali sono inframezzati da botteghe artigiane è tutto più semplice dice le cose si complicano quando come all'Olivella o in via Chiavettieri si fa solo "food", solo cibo. E allora i locali che ci tengono all'immagine convivono con quelli abusivi. Per l'Olivella ci vuole un piano. E lo faremo». Intanto Elena Lo Cicero sistema i tappi per le orecchie nei cassetti delle camere del BB. Ma anche quelli purtroppo non bastano. sa.s
Abusivismo, rifiuti e baccano Sos dall'Olivella: "Turisti in fuga"
Il quartiere di Olivella a Palermo è in stato di degrado. I locali sono stati occupati da tavolini e sedie di plastica, mentre i cassonetti sono pieni e le mini-discariche sono presenti. La zona è anche soggetta a traffico eccessivo, con macchine e motorini che sfrecciano. I giovani imprenditori che hanno investito nel quartiere combattono quotidianamente contro il degrado. L'assessore alle Attività produttive promette di convoizzare una riunione con gli attori dell'Olivella, ma i controlli della polizia municipale non bastano. Il quartiere ha bisogno di un piano per risolvere il problema.
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