IL Comune batte cassa. E lo fa mettendo a reddito uno dei "suoi" gioielli, il Circo Massimo: aperto oltre che ai concerti ora anche agli eventi privati. L'obiettivo è riuscire a far entrare nel Bilancio, che sarà approvato già la prossima settimana, tra i 350 e i 600mila euro l'anno. Galeotta fu la polemica sull'affitto del suolo pubblico durante il concerto dei Rolling Stones, appena 8mila euro. Accese furono le contestazioni nel 2014, fece scandalo la tariffa ritenuta "low-cost". Il Comune, già con l'allora giunta Marino, aveva alzato i canoni di 2,5 volte per le manifestazioni a scopo di lucro. Palazzo Senatorio ora ha stabilito in 15mila euro al giorno la tassa per l'occupazione; più 7.500 per ogni giorno di allestimento e smontaggio e a questo si aggiunge anche il 5 della bigliettazione, al netto di Siae e Iva che dovrà andare nelle casse comunali. Ma adesso nello spazio a ridosso del Palatino si amplia la platea degli eventi che potranno essere organizzati. Concerti sì, ma via libera anche a show, sfilate, manifestazioni politiche e non. La Soprintendenza statale, però, avrà sempre l'ultima parola per le autorizzazioni che restano subordinate al via libera dell'ente di tutela. Se la tariffa non è una novità, lo è la modifica della delibera approvata lo scorso 19 febbraio dal commissario straordinario capitolino Francesco Paolo Tronca. Nella documento che stabilisce le tariffe per riprese, filmati ed eventi presso le aree archeologiche e i monumenti principali di Roma, alla voce Circo Massimo, la dicitura "concerto a pagamento" viene sostituita con la dizione "eventi privati", al fine, si legge nel provvedimento, "di ricomprendere nella tariffa medesima una gamma più ampia di possibili tipologie di utilizzo da parte dei richiedenti la concessione". La nuova delibera approvata lo scorso 18 marzo "ha l'obiettivo ottenere più soldi da investire per la cultura". Restituito, almeno in parte, l'onore a uno dei luoghi più prestigiosi della città.