Nessuna testa salterà, nessun dirigente per ora perderà la poltrona, ma quella approvata qualche giorno fa dalla giunta è comunque una rivoluzione nella mappa della burocrazia e del potere alla Regione. Il taglio di 622 uffici (il 30 per cento di quelli attuali) con annesse postazioni dirigenziali, non farà perdere il ruolo quasi a nessuno, considerando sia il fatto che molte di queste scrivanie erano vacanti sia la fuga verso la pensione tra l'esercito di graduati di Palazzo d'Orleans con le regole pre-Fornero fino al 2020. Il rapporto tra dirigenti e impiegati rimarrà sempre intorno a uno a 10, contro una media nello Stato di uno a 19. Ma con questa delibera Palazzo d'Orleans ridisegna la geografia della burocrazia, con nuove tolde di comando, come i Poli museali, a discapito di altri posti di potere, come le Soprintendenze, e con uffici che scompaiono nel territorio, come quelli dell'Ambiente che saranno raggruppati in un unica sede. E, ancora, altri rami secchi cancellati per sempre, come l'ufficio che al Corpo forestale si occupava solo di gestire la banda e poco più, e rami secchi che rimarranno come la miriade di uffici che si occuperanno di antincendio boschivo e Centri per l'impiego. Un nuovo assetto frutto del lavoro dei capo dipartimento e della segreteria generale guidata da Patrizia Monterosso, che ha avuto una delega dalla giunta a gestire questa delicata partita. I BENI CULTURALI Nel settore della gestione dei siti e dei musei cambierà molto. Parecchie delle competenze che hanno oggi in tema di gestione e valorizzazione le Soprintendenze passeranno ai nuovi Poli museali. A Palermo, per esempio, ben tre i Poli che saranno istituiti con annesso dirigente al comando: il primo comprenderà la Galleria di Palazzo Abatellis e Palazzo Mirto, il secondo il Salinas, il parco di Solunto, quello di Monte Iato e l'Himera. Il terzo Polo invece accorperà il Riso e il museo di Terrasini. A Siracusa previsti due grandi Poli: il primo gestirà Palazzo Bellomo, la Casa museo Paolo Uccello di Palazzolo Acreide, il secondo il Paolo Orsi, la Neapolis e i parchi di Lentini, Eloro e Villa del Tellaro. Segesta, Selinunte e Villa Romana di Piazza Armerina avranno Poli di gestione distinti, Taormina confluirà nel Polo di Giardini Naxos. La Valle dei templi di Agrigento rimane autonoma con un Polo a parte. Una rivoluzione, quella dei Poli, che non piace per nulla i soprintendenti che perdono ruolo e potere. In tutto ai Beni culturali vengono cancellati 88 uffici. AMBIENTE, AGRICOLTURA E CORPO FORESTALE All'Ambiente si annuncia un grande cambiamento: «Di fatto creeremo un unico ufficio con un unico sportello per imprese e cittadini nelle nove province dice l'assessore Maurizio Croce con questa scelta risparmieremo anche sull'affitto dei locali». Ci saranno quindi nove uffici territoriali dell'Ambiente, uno per ogni provincia, che si occuperanno di accogliere le domande delle imprese per la Valutazione ambientale e le certificazioni, o quelle dei lidi per il demanio marittimo e quelle di tutti i cittadini per pareri che rilascia il dipartimento. All'Ambiente in generale gli uffici passano da 55 a 36. Al Turismo saranno tagliati venti uffici e scompariranno gli sportelli in materia di cinema e audiovisivo, che saranno accorpati in un unico Ufficio speciale. Prevista la realizzazione di "visitor center", uffici che faranno da sportello per imprese, cittadini e informazioni turistiche. Ad esempio in provincia di Catania rimarranno solo gli uffici del capoluogo e di Nicolosi, Caltagirone e Acireale. In provincia di Palermo, oltre al capoluogo, rimarranno Monreale e Cefalù. Al Corpo forestale rimangono invece in piedi dieci uffici che si occupano a vario titolo di antincendio, mentre al Lavoro rimangono in piedi decine di strutture periferiche inutili dei Centri per l'impiego. ATTIVITÀ PRODUTTIVE Alle Attività produttive nasce un super ufficio per la gestione dei fondi Ue per ricerca, innovazione e start-up, una poltrona che gestire oltre cento milioni di euro, sulla carta, e dovrebbe trovare risorse anche da altri fondi nazionali. Vengono cancellati sette uffici, ne rimangono 17 in tutto. Il taglio più grosso di uffici riguarda l'Agricoltura, che passa da 106 a 83 strutture. In generale alla Regione gli uffici passano da 2.059 a 1.437. Quanti sono i dirigenti che rimarranno in servizio da qui al 2018 dopo i pensionamenti? Circa la stessa cifra, a rischio non più di una cinquantina di graduati e per loro ci sarà sempre il rifugio degli "studi di settore". In ogni caso, per il futuro la Regione non potrà fare promozioni e aumentare la platea dei comandanti. Che rimane sempre la più alta d'Italia.
la Repubblica
27 Marzo 2016
Tagliati seicento uffici ma nessuna poltrona Uno sportello unico per gli ok ambientali
AN
Antonio Fraschilla
la Repubblica
Il taglio di 622 uffici (il 30% dei 2091 attuali) della Regione Siciliana, con annessi postazioni dirigenziali, non farà perdere il ruolo quasi a nessuno, considerando sia il fatto che molte di queste scrivanie erano vacanti sia la fuga verso la pensione tra l'esercito di graduati di Palazzo d'Orleans con le regole pre-Fornero fino al 2020. Il rapporto tra dirigenti e impiegati rimarrà sempre intorno a uno a 10, contro una media nello Stato di uno a 19.
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