ESCONO dalla porta gli impressionisti del Musée d'Orsay. E il 15 aprile arriva l'Art Nouveau di Mucha. Fine della corsa per le dive seminude di Tinto Brass sostituite dall'icona pop Barbie. È finita un'era al Vittoriano. Il 31 marzo esce ufficialmente di scena Alessandro Nicosia che, dalla fine del secolo scorso, ha organizzato mostre dal grande successo di pubblico nel gigantesco ventre dell'Altare della Patria. L'imprenditore siciliano che nel 1995 creò Comunicare Organizzando con la moglie Maria Cristina Bettini, sorella del big dem Goffredo ha fatto una cessione del ramo d'azienda ad Arthemisia Group. La company di Iole Siena è un colosso tra le società che organizzano mostre, grazie al rapporto privilegiato che ha a Milano con 24 Ore cultura e le solide basi gettate a Roma negli spazi del Chiostro del Bramante e dei musei di via del Corso della Fondazione Roma di Emmanuele Emanuele. Il business delle esposizioni d'arte non miete più i successi, di ingressi e di sponsor, di qualche hanno fa. Così i piccoli tendono a sparire. Resistono solo i big. E gigante fino all'anno scorso lo era anche la società di viale Bruno Buozzi, asserragliata al Vittoriano e capace di mettere in moto 500 mostre, in varie sedi, in vent'anni di vita. Poi la decisione di chiudere Comunicare organizzando. «È una decisione solo mia, vado via e mi piacerebbe mi fosse riconosciuto il merito di aver portato il Vittoriano al top», sottolinea Nicosia, che ha cominciato dalla gavetta («inizialmente vendevo enciclopedie») e che è poi diventato il padrone di casa del Vittoriano. Anche grazie alla assegnazione nel 2002 alla sua società dei servizi aggiuntivi, senza gara e con trattativa privata. «Lo prevedeva il decreto 157 del 1995 in casi di particolare urgenza, quale era allora l'esigenza del presidente della Repubblica Azeglio Ciampi di riaprire finalmente agli italiani l'Altare della Patria», precisa Nicosia. L'affidamento è stato rinnovato dal ministero Beni culturali nel 2005. E nel 2013 arriva finalmente il bando di gara pubblico da 16,6 milioni di euro, bocciato però dal Tar perché «i requisiti sottolineò l'avvocato delle società ricorrenti, Marcello Cardi fanno pensare ad un confezionamento ad hoc». Tra questi, tra l'altro, il pregresso «controllo di accessi panoramici». E Comunicare organizzando gestisce dal 2007, anno della contestata inaugurazione, l'ascensore che porta alla terrazza del Vittoriano, con vista mozzafiato su Roma. Ora la disponibilità delle fruttuose biglietterie del Belvedere, della caffetteria, delle sale e dei musei (690mila visitatori all'anno) passano in mano ad Arthemisia. Che avrebbe però offerto a Nicosia una consulenza. Ma il patron del Vittoriano nega: «No, basta, esco di scena, largo ai giovani».