Bacoli. Sospeso il bando, annullate le concessioni: Baia quest'estate non sarà un porto turistico, ma un enorme e deserto specchio d'acqua di cinquantamila metri quadrati. A deciderlo è il Tribunale amministrativo regionale che cancella il lavoro della Regione e fissa un principio: la competenza sui parchi marini appartiene solo al ministero per l'Ambiente. Ormai è chiaro, è azzerato il lavoro della Regione Campania che, dal 1998, ha competenza in materia di portualità. Tutto è cominciato quando l'assessore di Palazzo Santa Lucia Ennio Cascetta, in nome della legalità, ha indetto una gara per assegnare le concessioni delle acque per un periodo di quattro anni. Da quella graduatoria è stato escluso il consorzio Nauticoon che ha presentato ricorso al Tar e ha vinto. Il bando è stato sospeso. Le assegnazioni annullate. «Baia è un'area protetta, insieme alla Gaiola a Napoli e a Punta Campanella - dice l'avvocato del foro romano Beniamino Caravita che si è occupato della vicenda giudiziaria - È per questo che il Tar, rifacendosi a una sentenza del consiglio di Stato, ha sospeso il bando. In pratica la Regione non ha competenza in materia di parchi marini che dipendono direttamente dal ministero dell'Ambiente. E non è tutto: quello che è stato deciso per Baia vale anche per altre aree protette, vanno dunque rivisti i permessi assegnati altrove». Un segnale per Marina di Puolo a Massa Lubrense. Anche qui è stato istituito un parco marino dal ministero per l'Ambiente e contemporaneamente la Regione ha indetto la gara per il porto turistico. Agli operatori locali il progetto di Palazzo Santa Lucia non piace e si sono rivolti al consiglio di Stato, il Comune al Tar. Tutti attendono risposte. Per Baia la storia è già segnata. E oggi gioiscono gli esclusi dalla graduatoria che hanno presentato ricorso e polemizzano gli assegnatari che erano certi di avere tra le mani una concessione. «I criteri del bando erano ingiusti e lo abbiamo denunciato più volte, ora scopriamo che la Regione materia non poteva neanche disporre una gara e tutto questo è incredibile», dice Mimmo Bocchetti, presidente del consorzio Nauticoon. Sono di tutt'altro parere i titolari di aziende che hanno ottenuto l'assegnazione di uno dei sette lotti, ciascuno grande settemila metri quadrati, pronti a ospitare un migliaio di barche da diporto: «L'estate salterà non c'è alcun dubbio, noi abbiamo atteso mesi, speso soldi per avere quel permesso e ora scopriamo che era un bluff. I danni all'economia sono enormi, per tutti gli operatori», dice Giacomo Lembo. E c'è anche un paradosso in questa storia: chi passa per Baia infatti vede pontili e barche attraccate, eppure non dovrebbero essere lì. Intanto sulla vicenda arrivano le prime reazioni: «È una contraddizione pensare alla convivenza tra un porto e un parco marino - dice Luigi Nocera, assessore regionale all'Ambiente - Non si considera l'impatto ambientale, l'inquinamento, i danni all'archeologia sommersa di Baia. C'è qualcosa che non funziona. So poco del ricorso, ma di certo il mare va tutelato». Anche il Comune di Bacoli non è completamente d'accordo con il bando regionale: «Avremo voluto che fossero ridotti i posti barca - dice il sindaco Antonio Coppola - Il motivo? L'impatto sulla città, c'è troppo traffico per quei mille approdi, la Regione non ci ha ascoltati, ora con il bando da rifare contiamo di aver voce in capitolo».